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Colpo alla ‘Ndrangheta in Lombardia

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34 le ordinanze di custodia cautelare

La presenza della ‘ndrangheta in Lombardia è forte. A testimoniarlo nuovamente l’inchiesta Krimisa condotta dalla Dda di Milano. 34 le persone arrestata nell’ambito dell’indagine tra l’hinterland milanese e il varesotto. Tra gli affari illeciti che sono emersi dall’inchiesta anche il controllo dell’attività politico-amministrativa.

Attività che secondo quanto ricostruito dal capo della Dda Alessandra Dolci non sono cambiate negli ultimi dieci anni. «Anzi – ha detto il magistrato – la fama criminale, alimentata dal ricorso alla violenza, è riconosciuta dai cittadini che spesso si rivolgono a loro. La gente non denuncia o se lo fa se ne pente subito dopo». Nonostante in questo periodo la magistratura abbia assestato duri colpi alle cosche ndranghetiste grazie alle inchieste “Bad Boy” e “Infinito”, la mafia calabrese è riuscita a tenere in piedi il proprio impero nella capitale economica del Paese.

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare risultano anche esponenti della locale cosca ‘ndranghetista di Legnano-Lonate Pozzolo. Una struttura criminale autonoma. Dalle indagini emerge che che l’ex sindaco di Lonate Pozzolo, Danilo Rivolta, sarebbe stato eletto con il supporto del gruppo criminale legato alla ‘Ndrangheta che operava nel Varesino, tra Lonate e Legnano. Di quella giunta faceva parte, con deleghe alla cultura, servizi demografici, politiche per l’istruzione e la formazione professionale, politiche giovanili, servizi allo sport, Francesca Federica Novara. Scelta quest’ultima perché nipote del boss Alfonso De Murano. Tra gli arrestati figura anche un consigliere comunale di Ferno eletto in quota Fratelli d’Italia.

In totale sono otto le province nelle quali sono state arrestate le 34 persone interessate dell’ordinanza. Vari i reati loro contestati. Dall’associazione di tipo mafioso al danneggiamento seguito da incendio. Dall’estorsione alla violenza privata fino alle lesioni personali aggravate e alla minaccia. Dalla detenzione e porto abusivo di armi alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dalla truffa aggravata ai danni dello Stato e intestazione fittizia di beni all’accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

Redazione
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