Natale e solitudine, oltre 9 milioni si sentono soli

Natale e solitudine, oltre 9 milioni si sentono soli

Le festività possono amplificare il disagio emotivo e rendere più visibili le disuguaglianze sociali ed economiche

Secondo le stime Istat, il 36,8% delle famiglie italiane è composto da una sola persona. Percentuale destinata a crescere fino al 41 per cento entro il 2050. Parallelamente, Eurostat e Istat indicano che in Italia oltre 9,3 milioni le persone dichiarano di sentirsi sole. Quasi la metà di queste ha più di 65 anni. Numeri che restituiscono l’immagine di una società in cui la solitudine non è più un’esperienza marginale, ma una condizione strutturale che emerge con particolare forza proprio durante le feste.

Natale, per molti italiani, non è solo un tempo di festa e condivisione. Le festività natalizie possono infatti accentuare la solitudine. Possono amplificare il disagio emotivo e rendere più visibili le disuguaglianze sociali ed economiche. Un fenomeno sempre più diffuso, come spiega Daniele Garritano, ricercatore del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università della Calabria e membro dell’associazione italiana di sociologia. «Probabilmente il fenomeno della solitudine è più diffuso negli ambienti dove la forza dei legami affettivi si appanna fino ad allentarsi, marginalizzata da altre spinte», osserva Garritano.

Il Natale, tradizionalmente associato all’idea di famiglia, comunità e legami affettivi, rischia così di trasformarsi in uno specchio che riflette l’assenza di relazioni. Ecco che le festività possono dunque rendere ancora più dolorosa la distanza tra chi vive una rete sociale solida e chi, invece, ne è privo. Questo aspetto incide in modo particolarmente significativo sulla popolazione anziana. A fronte della rappresentanza del 24% della popolazione complessiva, rappresenta il 37% dei suicidi.

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Se la solitudine colpisce duramente anziani e adulti che vivono da soli, anche le giovani generazioni non ne sono immuni. «A mio parere la tendenza all’aggregazione nelle festività, tra gli adolescenti, è ancora un tratto caratterizzante. Il problema è, in questo ritrovarsi, che tra gli adolescenti è sempre più presente un tipo di comunicazione affidato a codici verbali e visivi che esiliano il corpo – e, con esso, la comunicazione non verbale – a un ruolo sempre meno significativo», ha sottolineato Daniele Garritano.

Accanto alla solitudine affettiva e relazionale, il Natale porta con sé anche un’altra disuguaglianza spesso rimossa dal racconto pubblico delle feste, la povertà economica. Garritano richiama l’attenzione su come i rituali di consumo tipici del periodo natalizio possano diventare fonte di ulteriore sofferenza per chi non dispone delle risorse necessarie. Una condizione che riguarda oggi un milione di bambini in Italia insieme alle loro famiglie, e che può innescare «rabbia, senso di colpa, risentimento, disperazione e angoscia», conclude il membro dell’associazione italiana di sociologia.

@dalsociale24

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