L’evento si è aperto con la proiezione de La voce di Hind Rajab, film dedicato alla vicenda della bambina palestinese
Il premio internazionale Pellegrini di Pace è stato assegnato alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, tra le voci più autorevoli del cinema impegnato sui temi dei diritti umani e della giustizia sociale. Alla cerimonia ha preso parte Salma, compagna di scuola di Hind Rajab, la bambina palestinese uccisa nella Striscia di Gaza e diventata simbolo delle vittime civili del conflitto. Grazie a un corridoio umanitario, Salma è arrivata nei mesi scorsi a Napoli insieme alla sua famiglia. È stata proprio lei a consegnare il riconoscimento alla regista, in un gesto che ha unito memoria, dolore e speranza. Uno dei momenti più significativi della serata che si è svolta nella chiesa di San Giovanni Maggiore a Napoli.
La serata è stata promossa dall’arcidiocesi di Napoli nell’ambito del percorso del premio fortemente voluto dal cardinale don Mimmo Battaglia. L’evento si è aperto con la proiezione de La voce di Hind Rajab, film dedicato alla vicenda della bambina palestinese e alla tragedia che continua a colpire la popolazione civile nella Striscia di Gaza. Un’opera che utilizza il linguaggio cinematografico come strumento di denuncia e testimonianza, dando volto e voce alle vittime dei conflitti.
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Dopo la proiezione si è svolto un confronto pubblico sul ruolo della cultura nella costruzione della pace e nella difesa della memoria. A dialogare con Kaouther Ben Hania sono stati Nino Daniele, direttore del comitato scientifico del premio Pellegrini di Pace, e Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans. Al centro della discussione il valore dell’arte come strumento capace di contrastare l’indifferenza e raccontare le conseguenze delle guerre sulle persone più vulnerabili. Nel corso dell’incontro la regista tunisina ha ribadito l’importanza del cinema come forma di testimonianza civile, sottolineando la necessità di continuare a raccontare le storie di chi rischia di essere dimenticato. Un percorso che caratterizza l’intera sua produzione artistica dedicata a diritti umani, migrazioni, condizione femminile, radicalizzazione, effetti dei conflitti sulle comunità.
Kaouther Ben Hania è tra le figure più riconosciute del cinema internazionale contemporaneo. Con L’uomo che vendette la sua pelle e Four Daughters ha ottenuto due candidature agli Oscar, affermandosi come una delle autrici più attente alle questioni sociali e ai diritti delle persone. Il premio è una scultura realizzata dall’artista napoletano Lello Esposito e rappresenta il cammino di dialogo, fraternità e giustizia che il riconoscimento intende promuovere. A chiudere la serata monsignor Gennaro Matino, provicario dell’arcidiocesi di Napoli, che ha richiamato il valore della pace come responsabilità collettiva e la necessità di educare le nuove generazioni alla cultura dell’incontro.
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