Milano, più richieste a centri antiviolenza

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La violenza sulle donne è un fenomeno in crescita anche in altre aree del Paese

Aumentano le richieste di aiuto ai centri antiviolenza di Milano. Nei tre progetti gestiti nel capoluogo e nell’hinterland dalla Fondazione Somaschi sono arrivate 345 donne. Nella maggior parte dei casi il colpevole è il partner. Come rivela la stessa fondazione nei primi mesi del 2019 l’aumento delle richieste d’aiuto è stato del 50 per cento.

Violenza di ogni genere figura tra le denunce. Quella fisica, psicologica, economica, sessuale. Ma anche stalking da parte di ex partner. Questo quello che emerge dagli sportelli di Milano in piazza XXV aprile, quelli del progetto “Hara. Ricomincio da me” e di V.i.o.l.a.

Numeri importanti che evidenziano quanto il fenomeno sia importante. Per combattere il fenomeno la prima azione da mettere in campo è l’accoglienza. «Oltre a offrire accoglienza i Centri hanno costruito, con i Comuni capofila, una rete di istituzioni e realtà del Terzo settore per rendere ciascun soggetto capace di orientare correttamente le donne verso il servizio preposto», come racconta la responsabile dei servizi antiviolenza della Fondazione Somaschi, Chiara Sainaghi.

LO SPORTELLO DI PIAZZA XXV APRILE
Allo sportello di Milano, nel 2018, su 99 donne 91 hanno intrapreso un percorso di sostegno. Di questi 52 sono italiane. Per 66 di loro i maltrattamenti arrivavano dal partner. Ottanta donne sono state accolte per un colloquio personale. 11 donne hanno avviato un percorso di sostegno psicologico. 54 hanno ricevuto una consulenza legale, mentre in 15 casi è stato necessario metterle in protezione.

«A fronte delle recenti statistiche che dicono che aumentano le violenze a carico delle donne, o meglio dire che aumentano le donne che trovano la forza di chiedere aiuto, noi ad oggi possiamo condividere un dato tanto importante quanto allarmante», dice il responsabile dei centri antiviolenza Lilith, Giovanni Russo

Nelle prime sei settimane di attività del centro antiviolenza sono state 51 le donne prese in carica. Le donne che hanno contattato il centro attraverso i social network o via mail sono state 120. Dato importante ma che «non ci deve far urlare all’emergenza sociale. L’emergenza c’è da anni. Quello che ci deve far riflettere – afferma Russo – è il bisogno delle donne di trovare un punto di appoggio che le sostenga nei loro percorsi di autodeterminazione, nelle azioni legali, ma soprattutto nelle riappropriazione delle proprie vite. Il supporto alle donne passa anche per il sostegno all’abitare e all’inserimento lavorativo senza i quali è più difficile spezzare il circolo della violenza che le donne volgiono e devono spezzare necessariamente».

Redazione
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