Domenica 22 febbraio alle 11 la Masseria Antonio Esposito Ferraioli ospiterà l’evento conclusivo del progetto
«Rigenerare un bene confiscato significa creare opportunità concrete per il territorio». A dirlo il direttore della Masseria Antonio Esposito Ferraioli, Giovanni Russo. Lo scorso luglio il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli ha ospitato Masseria Creative Hub. Una residenza artistica che ha coinvolto giovani artisti under 35. Un percorso di 60 ore tra seminari, laboratori e sperimentazioni site-specific. Obiettivo di Masseria Creative Hub è stato coniugare professionalizzazione, rigenerazione territoriale ed inclusione sociale. Obiettivo raggiunto dal progetto “Arte, Natura e Comunità: un modello innovativo di professionalizzazione degli artisti”, promosso da Sott’e’ncoppa in collaborazione con il collettivo Blue Art. Un progetto realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma Per Chi Crea.
La Masseria Antonio Esposito Ferraioli è divenuto così una spazio di creazione e crescita professionale. Domenica 22 febbraio alle 11 avrà luogo l’evento conclusivo del progetto. In quell’occasione il pubblico sarà accompagnato in un percorso immersivo tra installazioni e performance, realizzate da Jasmin Prezioso, Federica Viola, Giulia Rotini, Nunzia Ascolese, Massimiliano De Fusco, Stefano Mattozzi. Le opere saranno installate negli spazi verdi e nei cortili della Masseria. I visitatori potranno incontrare gli artisti e conoscere i processi creativi si Masseria Creative Hub.
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Un progetto che ha impattato sul piano sociale, culturale ed educativo, attraverso l’arte come strumento permanente di rigenerazione territoriale e coesione della comunità. «Il sostegno di SIAE attraverso Per Chi Crea conferma quanto sia strategico investire sulla professionalizzazione dei giovani artisti, soprattutto in contesti complessi. Cultura e legalità possono generare sviluppo reale e valore pubblico», ha dichiarato Giovanni Russo. Masseria Ferraioli è stata parte integrante del processo creativo. Le opere presentate dialogano con il paesaggio agricolo, la memoria del luogo e la sua nuova identità di presidio culturale e di legalità della città di Afragola.
«Abbiamo lavorato perché le opere nascessero dal luogo. La Masseria non è uno sfondo, ma un elemento vivo del progetto. L’arte qui diventa dialogo con la natura, con la memoria e con la comunità», ha sottolineato il direttore artistico del progetto e referente del collettivo Blue Art, Vincenzo Gallo. Un progetto che ha visto la partecipazione anche della cooperativa sociale TAM e delle associazioni ACTA Progettazioni e So.Le.
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