Le mascherine potrebbero arrivare dalle carceri

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Già avviato un progetto in tre penitenziari in Serbia

Potrebbe arrivare dalla Serbia la risposta alla carenza di dispositivi di protezione individuale. O almeno delle mascherine. In tre carceri del Paese dei Balcani è cominciata la produzione di mascherine sia monouso sia per uso prolungato. Le mascherine saranno utilizzate sia dai detenuti che dal personale e dai visitatori. Nei prossimi giorni le mascherine prodotti nei laboratori di sartoria dei penitenziari di Pozarevac, Sremska Mitrovica e Nis saranno distribuite anche in altre carceri del Paese.

E l’Italia guarda al sistema con interesse. Anche in 25 carceri italiane sono presenti laboratori sartoriali. Secondo le agenzie il ministero della Giustizia starebbe varando un progetto in tal senso. A lavorarci il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e la Protezione Civile. Il progetto prevede la riconversione dei laboratori sartoriali nei penitenziari italiani in produzione di mascherine di tipo chirurgico in tessuto non tessuto. Per poter procedere si attende l’assenso dell’Istituto Superiore di Sanità.

Anche l’associazione Antigone sposa questo progetto. Il presidente di Antigone Sicilia, Pino Apprendi, dice che «sarebbe un bel segnale per dare una opportunità di riscatto a tanti reclusi e nello stesso tempo servirebbe anche a riconciliare il rapporto con quella parte di cittadini che non crede nella riabilitazione».

Redazione
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