Marisa Esposito e quel vento che fischia ancora

Marisa Esposito e quel vento che fischia ancora

Presidente di N:EA – Napoli Europa Africa, che da anni opera sui temi dell’integrazione e della solidarietà internazionale

«Uguale la canzone che abbiamo da cantare, scarpe rotte eppur bisogna andare». Il testo di Morti di Reggio Emilia, canzone di lotta di Fausto Amodei, in questi giorni mi risuona nella testa. L’ho cantata insieme a Marisa Esposito il 1 maggio 2023 al centro Ciro Colonna. In queste ore rifletto sulla sacrosanta scelta di assegnarle il premio Ponticelli 2025. Facendo un passo indietro, è utile dire che il premio Ponticelli nasce dall’idea e dalla volontà di quattro realtà associative del territorio. L’associazione Il Quartiere, che da anni lavora sulla memoria storica e sulla ricostruzione delle storie di resistenza del quartiere. ArciMovie, impegnata nella promozione del cinema, dei linguaggi audiovisivi e in tanti progetti educativi. La Casa del Popolo, da sempre impegnata nel fare cultura nell’omonimo luogo simbolo del quartiere. TerradiConfine, di cui faccio parte, che si occupa di educazione e aggregazione giovanile.

L’obiettivo del premio è quello di mettere in luce e raccontare personalità che, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno sociale, culturale, professionale e politico, hanno dato un contributo al miglioramento di Ponticelli o si sono distinti nel campo professionale o accademico. Per il premio 2025 si è fatta velocemente strada l’idea di assegnarlo a Marisa Esposito e, per chi come me fa sociale a Napoli, in particolare nella zona orientale, non ci sarebbe bisogno neanche di mettere per iscritto le motivazioni che ci hanno spinto a questa scelta. Marisa è la presidente dell’associazione N:EA – Napoli Europa Africa, una realtà che da anni opera sui temi dell’integrazione e della solidarietà internazionale, con attività sia in Costa d’Avorio sia qui a Napoli est. In particolare accanto alla comunità rom, sinti e caminanti. Prima ancora, Marisa è stata docente e poi dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Barbato, portando anche nella scuola una visione profondamente inclusiva, attenta alle marginalità e alle disuguaglianze sociali.

È stata tra i fondatori di ArciMovie. Si è impegnata nella politica rappresentativa come consigliera di circoscrizione nel 1993. E il suo pensiero, radicato nella cultura di sinistra, le dà ancora oggi strumenti, secondo me quanto mai attuali, per leggere la realtà dei nostri territori. Per lei la politica non è mai stata un esercizio astratto o autoreferenziale, ma uno strumento concreto di trasformazione della realtà. Con la disgregazione dei partiti, la sua spinta al cambiamento non si è fermata, ma si è semplicemente tradotta in un’azione quotidiana, radicale, immersa nei territori e nelle relazioni, nella sua professione di insegnante e nell’impegno come cooperatrice con la N:EA.

L’azione politica di Marisa è quella di chi, quando vede l’ingiustizia, non gira mai la testa dall’altra parte, ma va sulla frontiera, nei luoghi di lotta da cui tutti scappano perché pericolosi e scomodi, come i campi rom. In una città fatta di capipopolo, autonarrazioni e leader carismatici da articolo strappalacrime, con sobrietà Marisa ci richiama tutti a una semplicità comunicativa che taglia fuori ogni protagonismo e fa spazio alla relazione. Al noi, alla comunità che costruisce comunità a partire dal fare educazione. Dal confronto continuo con tutte e tutti gli attori sociali dei nostri territori, soprattutto gli ultimi.

LEGGI ANCHE: A Ponticelli apre Info-infanzia

In questi lunghi anni di impegno comune con Marisa ho vissuto lotte, storie e avventure da poter riempire un libro. Come le visite al campo di Barra a Pasqua del 2020, in piena emergenza Covid, mentre la figlia cercava di convincerla a restare a casa per proteggersi. Lei era invece la prima a portare cibo, spesa e sostegno a chi ne aveva bisogno. Così come ricordo nitidamente l’11 agosto 2021, dopo l’incendio del campo di Barra. 24 ore consecutive insieme a cercare un posto dove far dormire le persone rimaste senza nulla e a provare a garantire loro un pasto e un po’ di ristoro nel giardino del Centro Ciro Colonna. Così come il 1 maggio 2022, quando molti erano fuori per un weekend fuori porta, siamo rimasti fino a notte fonda dopo l’incendio del campo di Gianturco, per trovare riparo, cibo e soluzioni concrete per quelle famiglie.

Tante altre storie, ma mi piace consegnarvi la Marisa che canta Morti di Reggio Emilia, Contessa e Fischia il vento. Quella che ci ricorda la gioia dello stare insieme. La stessa donna che, alle due di notte di quel 1 maggio 2022, a 70 anni, dopo una giornata infernale, decise di fermarsi in un pub per un panino in amicizia. Vi consegno questa Marisa, che poi è la stessa raccontata finora, una persona che non si risparmia mai, che vive la comunità non come qualcosa da proclamare o decantare, ma come un fatto intrinseco alle relazioni umane, sia nella lotta che nella gioia, sia nel costruire giustizia sociale sia nel cantare la libertà con un bicchiere di vino rosso.

Stasera, quindi, le consegneremo il premio Ponticelli. Questo riconoscimento è importante perché rende visibile un lavoro spesso silenzioso, ma soprattutto perché racconta una storia che parla a tutti noi: quella di una comunità che non si limita a dichiararsi tale, ma che si costruisce praticandola. Sono sicuro che questo premio non ha il sapore di un regalo di pensionamento. So che l’impegno di Marisa continua oggi, ogni giorno, con la stessa intensità, la stessa radicalità e la stessa umanità. Facciamo altrettanto.

Pasquale Leone
volontario TerradiConfine, referente provinciale di Libera Napoli

Redazione
ADMINISTRATOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Skip to content