Libero cinema in libera Terra 2020

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L’intervista alla presidente di Cinemovel Elisabetta Antognoni

Mafie, corruzione, diritti universali, umani, sociali, ambientali sotto i riflettori nonostante il distanziamento. Venerdì 10 luglio alle 12 sarà presentata la 15esima edizione di Libero cinema in libera terra. Appuntamento sulle pagine web di Cinemovel e di Libera per la Festa Mobile durante la quale sarà presentato il calendario del festival promosso da Cinemovel Foundation e Libera. Nomi e numeri contro le mafie con il sostegno di Unipolis, Miur e Mibac.

Un festival nuovo. «Abbiamo deciso di realizzare un’edizione diversa perché la pandemia ha fermato le ruote del nostro cinefurgone. In questi mesi abbiamo riflettuto e deciso di realizzare la piazza virtuale di MyMovies dove abbiamo già sperimentato Schermi in classe Io resto a casa», racconta la presidente di Cinemovel Elisabetta Antognoni. Ad aprile questo esperimento ha ricevuto tante interazioni dal pubblico.

«Questa modalità di festival ci impedisce di parlare direttamente ai territori. Siccome il tema di quest’anno è diritti al nuovo mondo tutte le sere Enrico Fontana condurrà uno spazio con ospiti di varie parti del mondo», sottolinea la Antognoni. Il 14 luglio la riflessione sarà sulla scuola con il fondatore di Libera don Luigi Ciotti. Il 15 sull’America Latina on testimonianze dall’Amazzonia e dal Messico. Il 16 sull’Africa con alcune testimonianze da Costa d’Avorio, Senegal e Stati Uniti. Una riflessione sull’immigrazione senza confine.

A settembre tornerà la carovana. Le proiezioni proseguiranno su MyMovies, ma «torneremo sui beni confiscati a discutere con i giovani delle cooperative. Quelli che io chiamo la meglio gioventù. Quelli che lavorano per costruire una società più etica, più giusta», evidenzia la presidente di Cinemovel. Molti i temi di quest’anno. «Vogliamo mettere l’accento sulle opportunità di accesso alla cultura, sull’istruzione, sui diritti ambientali. Tutti temi che ruotano attorno ai diritti al nuovo mondo, cioè il nuovo a cui siamo messi di fronte dalla situazione che stiamo vivendo. Dobbiamo rimettere al centro la persona ed i diritti. Vogliamo costruire un futuro contro sopraffazione e violenza mafiosa. E dare il nostro piccolo contributo alla costruzione di un nuovo umanesimo», ha concluso la Antognoni.

Ciro Oliviero

Redazione
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