Legge Zan ferma al Senato per colpa della destra

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L’intervista al giornalista Alessandro Cecchi Paone

Una settimana fa alla stazione di Valle Aurelia a Roma c’è stata l’aggressione ad una coppia gay. All’aggressore aveva dato fastidio che i due ragazzi si stessero baciando. Nessun motivo serio. Ieri, nello stesso luogo, un centinaio di persone si è riunito, nel rispetto del distanziamento, per manifestare contro l’omofobia. Quei fatti hanno riacceso il dibattito sulla legge Zan, che dopo essere stata approvato alla Camera, è bloccata al Senato. Ne abbiamo parlato con il giornalista Alessandro Cecchi Paone.

Quanto sarebbe utile per il Paese l’approvazione della legge Zan?
«In un Paese civile non dovrebbe servire. Non si può imporre per legge quello che dovrebbe venire fuori dalla civiltà, dalla correttezza. Ma noi non siamo un Paese civile, corretto. Questa legge serve soprattutto per far rispettare gli omosessuali in certe zone del Paese. E serve a dare segnale. A dire qual è l’orientamento ufficiale dell’Italia. Purtroppo la cronaca e l’esperienza di tutti noi che ci siamo passati, ci dice che non siamo ancora arrivati ad una spontaneità. E allora ci serve una legge che ci dice che è vietato offendere, picchiare qualcuno per il suo orientamento sessuale. Ed è grave che l’iter sia bloccato».

Appunto. Dopo l’approvazione alla Camera, il disegno di legge è bloccato al Senato per colpa della destra. In particolar modo di una parte della Lega che fa riferimento al senatore Pillon.
«Non mi stupisce. Questo è il prezzo politico che stiamo pagando, non solo su questo tema, per avere una sorta di governo di unità nazionale per affrontare la pandemia. Un prezzo che non deve superare certi limiti perchè abbiamo dei valori che non sono negoziabili. Sappiamo che dobbiamo tenere duro perchè Mattarella e i partiti hanno ritenuto necessario che fosse necessaria anche la presenza della Lega. Ma deve essere di brevissima durata perchè il governo di unità nazionale non annulla le differenze. Come si evince dal blocco della legge Zan».

Ieri il parroco di Bonassola ha preso posizione contro il documento della Congregazione per la dottrina della fede che vieta la benedizione delle unioni di coppie omosessuali, decidendo di non benedire neanche le palme. Quanto sono importanti gesti come questo?
«Sono importantissimi perchè una parte, non più così maggioritaria, soprattutto tra le persone anziane, è ancora legata all’insegnamento della chiesa cattolica. Chiesa che è stata devastante sui temi sessuali e sentimentali. Ora questo gesto è ancora più importante perchè arriva in una fase di confusione della chiesa che nel suo tessuto di potere episcopale è ancora arretrata. Come diceva il cardinal Martini di due secoli. Il Papa non cambia la dottrina, ma cambia la pastorale. Così, da un lato i tradizionalisti si riconoscono nella dottrina, mentre innovatori e laici sanno che il Papa, sul piano delle dichiarazioni quotidiane e della pastorale, è su una posizione più avanzata. Più sono i segnali di appoggio e prima la chiesa cambia».

@ciro_oliviero

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