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L’asse Brasile-Italia è servito

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Il giornalista Luigi Spera analizza lo scenario politico legato all’arresto di Cesare Battisti

«Credo che la vicenda di Cesare Battista sia stata utilizzata dai Governi brasiliano ed italiano per offrire segnali politici molto forti. Si sta creando l’asse Brasile -Italia sulla retorica anti-comunista, e l’estrazione del latitante Battista non è altro che l’azione voluta dai governi per raccontare, spiegare come saranno trattati gli assassini comunisti. Se dal punto di vista giuridico è assolutamente giusto che un uomo come Battista finisca in galera, resto del parere che è stato trattato un caso giudirico per ribadire concetti politici».

Le parole di uno dei giornalisti più esperti in materia, Luigi Spera, autore anche del volume Crime and favelas, sono dirette. Senza troppi giri di parole Spera reputa la cattura di Battista come un’azione politica e la sua interpretazione resta la medesima anche quando commenta l’operato dell’ex Presidente Luiz Inácio Lula da Silvail presidente più a sinistra che il Brasile abbia conosciuto, dai tempi di Joao Goulart, che protesse Battista dal 2010 condiderandolo “rifugiato politico”, imponendo le sue idee.

Oggi a governare il Brasile vi è Jair Bolsonaro, di estrema destra, che pare continui a strizzare l’occhio all’Italia, uno dei maggiori sponsor amercani. Mentre il Brasile si candida a giocare ruoli importanti tra Italia e Stati Uniti, il caso dal punto di vista squisitamente giudiziario si chiude con un atto giusto che si attendeva da 37 anni. Battista è stato consegnato alla giustizia italiana.

Carmen Cretoso

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