Iscrizione anagrafica richiedenti asilo

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L’intervista all’avvocato di Asgi Alberto Guariso

Il decreto sicurezza n. 113 del 2018 nega l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo. Comuni come Napoli, Palermo e Reggio Emilia avevano deciso di superare quanta norma e iscrivere ugualmente i richiedenti all’anagrafe. Negli scorsi mesi i tribunali di Milano, Ancona e Salerno avevano sollevato la questione di costituzionalità di alcune part di quel decreto. Ieri la Corte Costituzionale lo ha dichiarato incostituzionale per violazione dell’articolo 3 della Costituzione.

A sollevare la questione era stato il tribunale di Milano dopo che un cittadino siriano aveva contestato il diniego di iscrizione anagrafica del Comune di Milano. In sede di dibattimento lo stesso Comune di Milano aveva sottolineato che questa norma contenuta nel dl Sicurezza non aiuta le amministrazioni, che così non hanno contezza di quanti e quali servizi programmare.

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A rappresentare il cittadino siriano dinanzi al tribunale di Milano era stato l’avvocato di Asgi Alberto Guariso. In attesa che vengano depositate le motivazioni della sentenza «quello che sembra di capire è che la Corte abbia accolto l’aspetto di ragionevolezza», commenta a dalSociale24 Guariso. «Quella norma infatti non solo prevede una differenza di trattamento tra i italiani e stranieri. Ma anche tra stranieri, focalizzandosi esclusivamente sui richiedenti asilo», ha aggiunto l’avvocato di Asgi. Inoltre l’art. 6 comma 7 del Testo Unico prevede che gli stranieri vengano iscritti all’anagrafe.

«Quando abbiamo chiesto il motivo di questa differenza il ministero non abbia saputo dare una ragionevole motivazione. Si è insistito sulla precarietà del permesso di soggiorno, ma questo vale per tutti gli stranieri, in quanto la durata di 6 mesi, prorogabile, è la stessa», spiega Guariso. Altro aspetto che Asgi ha evidenziato alla Corte riguarda l’obbligo di protezione peri richiedenti asilo. «Prima del riconoscimento c’è l’esame della domanda che dura 2 anni, se non di più. In quel periodo – sottolinea l’avvocato – lo Stato ha l’obbligo di esercitare la protezione. Non ci possono essere stranieri di serie b».

Alberto Guariso ha inoltre ricordato che «lo straniero ha diritto per legge a dei servizi dei quali, in realtà, non può beneficiare senza la residenza. Credo di poter affermare che siamo riusciti a dimostrare l’assoluta irrazionalità di questa norma nata da un’ideologia che conosciamo», ha concluso il legale di Asgi.

Ciro Oliviero

Redazione
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