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Imprese, disparità per le quote rosa

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L’Italia è tra le più basse posizioni all’interno dei 37 Paesi censiti da Eurostat

Su 149 Paesi censiti dal World Economic Forum l’Italia è al 76esimo posto per disparità di genere nelle imprese. Una posizione in più rispetto al 2006, raggiunta grazie all’introduzione delle quote di genere nella composizione delle liste elettorali. Numeri emersi nel corso della presentazione del primo Rapporto Cerved-Fondazione Marisa Bellisario 2020 sulle donne ai vertici delle imprese.

Il 56,2 per cento delle donne tra i 15 e 64 anni è occupato. Numeri che pongono l’Italia tra le più basse all’interno dei 37 Paesi censiti da Eurostat, davanti solo a Macedonia e Turchia. Tra gli uomini la percentuale è pari al 75,1. La percentuale più alta si registra al nord con il 54,2, mentre al sud è al 23,3 e al centro solo al 22,5. Solo il 45 per cento delle donne è un quadro. Ancora più bassa la percentuale di dirigenti (31,9). Forte anche la disparità salariale che in media è del 10,2 per cento.

«L’applicazione delle norme – ha detto l’ad di Cerved Andrea Mignanelli – ha permesso un salto in avanti nella presenza di donne nei board di quotate e controllate che altrimenti non ci sarebbe stato, ma purtroppo non ha ancora promosso cambiamenti profondi nel nostro sistema economico».

Redazione
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