Attraverso questa campagna di sensibilizzazione, la cooperativa sociale Sepofà invita al voto referendario su lavoro e cittadinanza
«In tante delle nostre città migliaia di ragazze e ragazzi nati o cresciuti in Italia non si sentono riconosciuti. Il sì al referendum rappresenta un passo concreto verso l’inclusione e la giustizia sociale». A dirlo il presidente della cooperativa sociale Sepofà in occasione del lancio della campagna di sensibilizzazione al voto in vista del referendum dell’8 e 9 giugno. Il riferimento è al quinto quesito referendario, relativo alla cittadinanza italiana. Il quesito in questione prevede il dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana.
Il referendum non si basa solo sulla cittadinanza. Anzi. I primi quattro quesiti sono riferiti al mondo del lavoro. Come si evince anche dalla campagna Il Tuo Sì Conta della cooperativa sociale Sepofà. A partire dal primo contributo pubblicato oggi, che vede protagonista il giornalista Giorgio Velardi, esperto in politiche del lavoro, che affronta il tema del precariato stabile e del quesito referendario che propone di ripristinare l’obbligo di causale per i contratti a tempo determinato.
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Attraverso brevi video diffusi quotidianamente sui canali social della cooperativa, la campagna coinvolge giornalisti, scrittori, operatori del terzo settore e attivisti, con l’obiettivo di informare e incoraggiare la partecipazione attiva al voto. «Ci stanno dicendo che non dobbiamo andare a votare. Ed è proprio per questo che dobbiamo farlo. Questo referendum è scomodo per chi vuole continuare a ridurre tutele e ignorare il disagio sociale. Con questa campagna vogliamo parlare a chi oggi si sente distante o disilluso, e anche a chi semplicemente non sa nemmeno che si vota a causa del silenzio mediatico che circonda questi cinque quesiti», ha dichiarato Malfatti.
«Siamo convinti che anche il Terzo Settore possa dare un piccolo ma importante contributo: far circolare informazioni chiare, creare spazi di confronto, riattivare il senso di partecipazione», ha concluso il presidente di Sepofà.
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