Il futuro dei rifiuti non è l’inceneritore

Il futuro dei rifiuti non è l’inceneritore

L’attuale piano di gestione regionale dei rifiuti urbani, prevedeva una capacità massima di trattamento per evitare il rischio crisi

Le parole del presidente De Luca in merito al tema dell’inceneritore di Acerra, che secondo lui non si tocca, sono la chiara dimostrazione (l’ennesima) di una visione letteralmente obsoleta del ciclo dei rifiuti urbani nella nostra regione. Nell’ambito dell’attuale piano di gestione regionale dei rifiuti urbani, licenziato proprio da De Luca nel 2016, per l’inceneritore fu prevista la capacità massima di trattamento (circa 750mila tonnellate all’anno) per evitare il rischio di trovarsi in nuove condizioni di crisi.

Parallelamente però l’attuale legge in materia di rifiuti, sempre del 2016 e a firma De Luca, prevedeva un programma e dei fondi destinati specificamente al potenziamento della raccolta differenziata che secondo le previsioni dello stesso piano di gestione doveva raggiungere il 65% entro il 2020 (obiettivo poi spostato al 2025 nell’ultimo aggiornamento di piano). Nell’ultima pubblicazione del 2024 (dati quindi relativi a tutto il 2023) dei dati sulla differenziata si registra una percentuale raggiunta a tutto il 2023 pari al 56,6%. Circa 9 punti indietro rispetto all’obiettivo del 2020 poi aggiornato al 2025, ma che seguendo il trend di gestione deluchiano è ben lungi dall’essere raggiunto anche alla fine di quest’anno.

LEGGI ANCHE: Terra dei Fuochi, 90% bonifiche ancora fermo

È evidente quindi che De Luca tiene tanto all’inceneritore in quanto ancora di salvezza cui aggrapparsi a causa della totale deriva degli obiettivi non raggiunti col suo piano. Ed è altrettanto evidente che se la musica non cambia. Gli obiettivi di miglioramento della quantità e della qualità della differenziata restano solo delle belle speranze, buone solo per le tasche di A2A che gestisce l’impianto. Pertanto, ben venga l’idea di puntare ad obiettivi ancora più ambiziosi in termini di differenziata. Ovviamente con strategie moderne volte soprattutto alla riduzione a monte della produzione di rifiuti. E di conseguenza di puntare ad abbandonare nel più breve tempo possibile la via dell’incenerimento, a tutela dell’economia e dell’efficienza del ciclo dei rifiuti, dell’ambiente e della salute dei cittadini che anni combattono contro un impianto per il quale addirittura è stata prevista qualche anno fa anche l’implementazione di una quarta linea oltre quelle esistenti, già ultra stressate dalle inefficienze di una gestione evidentemente fallimentare. E da cambiare radicalmente.

@VinsViglione

Redazione
ADMINISTRATOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Skip to content