Green pass e tamponi anche per pa e privati

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Dal prossimo 15 ottobre sarà obbligatorio anche per i lavoratori della pubblica amministrazione e per i privati

Dal 1 settembre il Green pass è obbligatorio per prendere treni nazionali (alta velocità ed Intercity), ma non per i regionali. Obbligatorio per prendere l’aereo, ma non per il trasporto pubblico locale. Con la ripresa dell’anno scolastico il passaporto verde è diventato obbligatorio anche per il personale scolastico. Dal prossimo 15 ottobre lo sarà anche per i lavoratori della pubblica amministrazione e per i privati. Al netto dei no vax che non dovrebbero essere considerati nel dibattito pubblico, resta una questione di carattere puramente economico.

Il vaccino è gratuito, chiaramente. Ma c’è chi non lo fa, non per scelta, ma per problemi di salute. Tra queste persone c’è chi rientra nelle categorie sopracitate. Anche per loro è obbligatorio il Green pass, che, come è ormai noto, può essere acquisito anche attraverso la guarigione recente dal Covid-19 o con un tampone negativo nell’arco delle 48 ore precedenti. Ma il tampone ha un costo, che non viene sostenuto dalla Stato. Per i docenti che non possono sottoporsi al vaccino le scuole hanno sottoscritto delle convenzioni con le farmacie.

Per i dipendenti pubblici e quello impiegati nei settori privati è stato deliberato un prezzo calmierato dei tamponi. Sono 23 milioni i lavoratori interessati dall’obbligo. Il nuovo decreto «potenzia la capillarità della rete delle farmacie e la strategia sui tamponi. I test saranno gratuiti per le persone esenti per ragioni sanitarie dalla vaccinazione. Siamo convinti che questo decreto possa contribuire a dare ulteriore spinta a fase di ripartenza», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.

Ad oggi i tamponi gratuiti sono previsti solo per i cittadini con disabilità o incondizionate di fragilità che non possono effettuare la vaccinazione. Ma c’è chi crede che non dovrebbero essere gratuiti per nessuno. Oppure per tutti. Di segno opposto i senatori del M5S in commissione Sanità. «I tamponi gratuiti per le fasce deboli sono una misura voluta dal Movimento 5 Stelle che con un emendamento al Sostegni bis aveva istituito un fondo presso il Mise. Ora con il governo Draghi, continua la nostra attenzione a chi è in maggiore difficoltà con un fondo questa volta presso il ministero della Sanità. Questo significa proteggere tutti, e allo stesso tempo proteggere e sostenere i lavoratori fragili».

Ma c’è chi chiede che i tamponi vadano resi gratuiti, come per i vaccini. Tra questi ci sono il leader della Lega Salvini, tra i primi a chiederli, e Fratelli d’Italia. Anche qui non c’è convergenza, con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che lo considera un «errore». Resta la possibilità, per chiunque, di effettuare i tamponi rapidi gratuiti in molte città italiane. Ad esempio a Napoli, presso la stazione Centrale di Napoli, è presente una postazione della Croce Rossa per effettuare tamponi. Gli operatori saranno operativi 7 giorni su 7 dalle 10.30 alle 14.30. Anche per gli ultimi. Lo scorso gennaio erano stati i volontari delle Unità di strada e il team sanitario di Progetto Arca ad iniziare ad eseguire tamponi rapidi per i senza fissa dimora.

@dalsociale24

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