Il 15 aprile alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono stati presentati i risultati del progetto promosso da Con i bambini
Un confronto nazionale sulle strade possibili per accompagnare i minori autori di reato fuori dai circuiti della marginalità e dentro percorsi concreti di inclusione, formazione e responsabilità. È questo il senso del convegno Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile, ospitato il 15 aprile alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, dove sono stati presentati i risultati dell’omonimo bando promosso da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.
L’iniziativa ha riunito esperienze e buone pratiche provenienti da quasi tutto il Paese, mettendo insieme il lavoro di 17 progetti, 370 enti del terzo settore, gli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM) e i servizi sociali territoriali. Una rete ampia, articolata, costruita nel tempo, che ha coinvolto organizzazioni, cooperative, associazioni, presìdi educativi, realtà culturali e sociali attive in molte regioni italiane. Una mobilitazione nazionale che ha mostrato come il reinserimento dei ragazzi e delle ragazze entrati nel circuito penale minorile possa diventare davvero un obiettivo condiviso, se sostenuto da alleanze solide tra pubblico, privato sociale e comunità educanti.
Il convegno è stato anche il momento in cui è stato consegnato al capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità il documento con gli orientamenti di policy per i minorenni e le minorenni autori di reato frutto delle esperienze del bando Cambio rotta. Un testo che non nasce in modo astratto, ma dall’elaborazione condivisa maturata direttamente dentro i territori, attraverso comunità di pratica e laboratori di scrittura collettiva che hanno coinvolto i partenariati. Un documento che prova dunque a trasformare le esperienze in indirizzi utili per il futuro, a partire da ciò che in questi anni ha funzionato davvero.
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I numeri aiutano a leggere la portata dell’intervento. 14,5 milioni di euro di investimento complessivo. Oltre 3mila minorenni coinvolti, di cui l’84% italiani e il 16% stranieri. La maggioranza dei destinatari è composta da maschi, circa il 90%, mentre sul piano anagrafico il 60% ha tra i 14 e i 17 anni e il restante 40% tra i 17 e i 21 anni. Ma al di là dei numeri, il dato più significativo riguarda il metodo: percorsi personalizzati, capaci di agire contemporaneamente sulle dimensioni educativa, sociale, formativa, lavorativa e familiare. «I risultati del bando Cambio rotta dimostrano che è possibile costruire percorsi concreti di reinserimento per i ragazzi che entrano nel circuito della giustizia minorile, mettendo al centro la persona e le sue potenzialità. La co-progettazione tra pubblico e privato sociale, l’approccio multidisciplinare e il coinvolgimento delle comunità educanti rappresentano elementi decisivi per contrastare la recidiva e offrire nuove opportunità», ha dichiarato Marco Rossi Doria, presidente di Con i bambini.
Il messaggio uscito da Roma è chiaro: di fronte all’aumento delle fragilità sociali, educative e relazionali, non bastano risposte episodiche. Servono invece interventi continuativi, territoriali, integrati, capaci di accompagnare davvero i giovani in un percorso di responsabilizzazione e cambiamento. Ed è proprio questo che Cambio rotta prova a lasciare in eredità: non solo un bilancio di progetto, ma una piattaforma di lavoro per rendere il sistema della giustizia minorile sempre più orientato all’inclusione e alla costruzione di opportunità reali.
@rob_malfatti


















