La struttura di Pontedecimo investire sulla formazione professionale e sulle attività laboratoriali come strumenti di rieducazione
Un lavandeto come luogo di formazione, sostenibilità e reinserimento sociale. È una delle esperienze più significative nate all’interno della casa circondariale femminile di Genova Pontedecimo. Qui il contatto con la natura diventa strumento di crescita personale e professionale per le persone detenute. Il lavandeto è stato realizzato con il sostegno di Timossi Beverage & Food Solution, nell’ambito della campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso promossa da AzzeroCO2 e Legambiente. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso dedicato alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale. Il progetto punta a trasformare uno spazio del carcere in un laboratorio a cielo aperto. Qui le detenute possono acquisire competenze legate alla coltivazione e alla cura delle piante aromatiche, sperimentando attività concrete che favoriscono autonomia, responsabilità e preparazione al reinserimento nella società.
L’iniziativa si inserisce in un contesto che da tempo vede la struttura di Pontedecimo investire sulla formazione professionale e sulle attività laboratoriali come strumenti di rieducazione. La stessa amministrazione penitenziaria ha più volte promosso percorsi formativi rivolti alle detenute. In questo carcere viene riconosciuto il valore delle competenze professionali per costruire nuove opportunità una volta terminato il percorso detentivo. In questo percorso il lavandeto rappresenta qualcosa in più di una semplice attività agricola. Le piante sono curate quotidianamente dalle detenute, che seguono tutte le fasi del lavoro. Dalla preparazione del terreno alla manutenzione delle colture, fino alla valorizzazione del prodotto finale.
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Il lavandeto «incarna pienamente la finalità rieducativa della pena e il valore di un carcere capace di dialogare in modo virtuoso con il territorio. Per un verso, il progetto del lavandeto offre uno strumento concreto di formazione e riscatto professionale, insegnando il valore della cura e restituendo dignità attraverso l’acquisizione di nuove competenze; per un altro, la riqualificazione dell’area colloqui all’aperto risponde a un’esigenza per noi essenziale: tutelare i legami affettivi e il diritto alla genitorialità, garantendo ai bambini uno spazio verde, accogliente e sereno in cui poter incontrare le proprie madri», ha sottolineato il direttore della casa circondariale, Paola Penco.
L’esperienza del lavandeto si affianca ad altre iniziative artistiche, culturali e ambientali sviluppate negli ultimi anni nella sezione femminile di Pontedecimo. Tra queste, laboratori creativi basati sul recupero dei materiali, attività teatrali e percorsi artistici che hanno permesso alle detenute di confrontarsi con il mondo esterno e di sviluppare nuove competenze.
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