G20 Ambiente, manca accordo su due punti

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Il documento finale mette assieme su temi divisivi come la transizione energetica, i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili

Arriva in maniche di camicia ripiegate in conferenza stampa di chiusura del G20 Ambiente il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Arriva visibilmente provato da due giorni pieni di concertazioni, incontri bilaterali, riunioni. Riferisce di essere soddisfatto perché su 60 punti proposti la convergenza di tutti i Paesi presenti è arrivata su 58 punti. Il documento finale della ministeriale Energia e Clima mette assieme su temi divisivi come la transizione energetica, i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili. Questo ultimo punto è fondamentale, soprattutto perché le economie di alcuni del Paesi rappresentati al G20 sono basate su petrolio o carbone. E anche alla luce del fatto che questi venti Paesi rappresentano l’80 per cento del Pil mondiale e l’85 per cento delle emissioni di Co2.

Nel corso della due giorni a Palazzo Reale a Napoli la presidenza italiana, supportata dai Paesi europei, da Stati Uniti, e Canada, ha proposto di fare uno sforzo ulteriore nella lotta al cambiamento climatico. Andare oltre gli accordi di Parigi, portando sotto 1,5 gradi il riscaldamento globale al 2030. Accelerare la decarbonizzazione. Su questo non è stata trovata la convergenza. India e Cina i principali ostacoli per il raggiungimento di questo obiettivo. Restano dunque gli impegni dell’Accordo di Parigi la strada da percorrere fino alla Cop 26 di novembre a Glasgow.

Come accennato in premessa il ministro Cingolani si è detto soddisfatto per i risultati raggiunti. Forse anche migliori di quelli che ci si poteva attendere. I potenti del mondo hanno infatti convenuto sulla necessità di accelerare le transizioni verso le energie rinnovabili, che però, ha detto Cingolani, sono bloccate dalla burocrazia. Di dotarsi di strumenti di finanza green. Di andare verso un reale modello di economia circolare sul quale, come ha riferito in conferenza stampa il ministro della Transizione ecologica, anche l’Arabia Saudita si è detta disponibile. E ancora i temi delle comunità energetiche, della mobilità sostenibile e delle smart city, anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi in Germania.

@ciro_oliviero

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