Fondi per i servizi sociali, tagli al sud

Fondi per i servizi sociali, tagli al sud

Per il Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania, Giovanpaolo Gaudino, «questa scelta penalizza i cittadini, in particolar modo quelli fragili»

La legge 178 del 30 dicembre 2020 prevede la distribuzione dei fondi ai Comuni per i servizi sociali. Non appare strano che un Comune come quello di Milano sia destinatario di 2 milioni di euro. E nemmeno che a Genova arriveranno 1,6 milioni, così come 1,1 a Bologna. Quello che appare strano dalla ripartizione dei fondi è il divario territoriale. Mentre a Torino andranno 1,8 milioni, l’intera Sicilia sarà destinataria di appena 1,7 milioni. Risultano grossi Comuni che resteranno a secco, come Roma e Palermo. Ma lo stesso toccherà anche a Comuni che vivono un forte disagio sociale. La maggior parte dei quali si trovano al sud. E proprio al Mezzogiorno finirà solo il 18 per cento dei fondi. Di questi poi un terzo sarà destinato alla Sardegna, dove i servizi sociali sono senza dubbio migliori di quelli di altre regioni.

La Campania è tra le regioni più penalizzate. Su 52 distretti, ben 31 non riceveranno alcun contributo. La Campania era già finita alle ultime posizioni nella classifica sulla qualità della vita di un mese fa. Classifica dalla quale era emerso il ritardo rispetto al resto del Paese soprattutto sui servizi sociali per anziani e bambini. E proprio a loro saranno tagliati i fondi. Di certo le mancanze degli ambiti sociali nella spesa e nell’offerta di servizi sono sotto gli occhi di tutti «ma penalizzare i cittadini in maniera così netta non può essere la risposta giusta», ha sottolineato il Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania, Giovanpaolo Gaudino. Inoltre «questa scelta mette un freno alla battaglia per l’efficientamento dei servizi sociali e la riconversione degli ambiti sociali che stiamo portando avanti da mesi», aggiunge Gaudino.

Per il Forum del Terzo Settore della Campania questo provvedimento «affossa i servizi sociali in quasi tutti i territori» della Campania. «Questa scelta – dice Giovanpaolo Gaudino – penalizza i cittadini, in particolar modo quelli fragili come anziani non autosufficienti e persone con disabilità. Questa ripartizione aumenta inoltre il divario tra nord e sud del Paese».

@dalsociale24

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