La legge sulle unione civili discrimina i disabili

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La legge Cirinnà non garantisce congedi e permessi previsti dalle leggi 104 del 1992 e dal decreto legislativo 151 del 2001

La legge Cirinnà sulle unioni civili aveva lo scopo di equiparare le unioni civili al matrimonio. Ai diritti e doveri. Matrimonio e unioni civili non sono perfettamente sovrapponibili. Come nel caso dell’assistenza delle persone con disabilità. Le persone che hanno contratto una unione civile non hanno garantiti congedi e permessi previsti dalle leggi 104 del 1992 e dal decreto legislativo 151 del 2001. La denuncia arriva dalla Fish, che ha scritto al presidente Inps Pasquale Tridico, al ministro del Lavoro Andrea Orlando e al ministro della Famiglia Elena Bonetti. La missiva è frutto di un confronto con la Fish Lombardia, Ledha e l’avvocatura per i diritti Lgbti – Rete Lenford.

La Fish chiede che l’Inps emani una circolare che modifiche questo aspetto della legge 38 del 2017 «perché essa costituisce una discriminazione dell’orientamento sessuale e della disabilità», si legge nella lettera. Per l’organizzazione si tratta di «una discriminazione multipla» perché «l’interpretazione fornita da Inps costituisce una irragionevole discriminazione multipla che impatta sul godimento dei diritti fondamentali alla salute e all’assistenza della persona con disabilità». Questo vulnus preclude «al lavoratore unito civilmente di occuparsi di un familiare dell’altra parte dell’unione, mentre tale diritto è riconosciuto ai coniugi di una coppia eterosessuale».

@dalsociale24

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