Durante il lockdown donato più sangue

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L’appello di Fratres ai 2400 pazienti guariti da Covid

I donatori di sangue della provincia di Firenze hanno risposto presente anche durante l’emergenza Covid. Dal 4 marzo al 15 maggio sono state raccolte 100 sacche in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segno di una maggiore attenzione in un momento difficile. Oltre che di un forte lavoro di sensibilizzazione dei gruppi locali.

Lo stesso lavoro di sensibilizzazione che si sta facendo in vista della Giornata mondiale del donatore di sangue di domenica 14. Causa emergenza Coronavirus non è stato possibile organizzare iniziative in piazza. Per questo l’appello passa dai social e dal passaparola. Un piccolo gesto che rende grandi. Questo lo slogan della campagna dell’associazione Fratres che a Firenze conta 30 gruppi sul territorio, 500 volontari e circa 7 mila donatori di sangue e plasma, che contribuiscono ogni anno a donare 13 mila sacche di sangue. 

«Bisogna pensare che per soccorrere un ferito grave in incidente stradale servono da 2 a 10 sacche di sangue, fino a 10 sacche servono per un trapianto di cuore e fino a 40 per un trapianto di fegato. La richiesta da parte degli ospedali è continua e donare il sangue è un gesto solidale che può cambiare il destino di tanti», afferma il presidente provinciale di Fratres, Massimo Cerbai.

L’associazione rivolge un ulteriore appello ai 2400 pazienti guariti da Covid. Partecipare al progetto Tsunami andando a donare il plasma, 28 giorni dopo il secondo tampone che ha dato esito negativo, presso i centri trasfusionali di Torregalli e Osma.

Redazione
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