Rebibbia: Essere madre, oltre la pena

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In mostra nella casa circondariale di Rebibbia

Viene presentata oggi nella Casetta Koinè del carcere femminile di Rebibbia a Roma la mostra fotografica “Essere madre, oltre la pena”. Il progetto di Natascia Aquilano arriva al termine di un laboratorio fotografico educativo con le ospiti della casa circondariale romana. Un modo per «andare oltre le sbarre, il pregiudizio, lo stereotipo e vedere piuttosto l’umanità di madri e di figli», racconta Natascia Aquilano.

Il laboratorio è stato realizzato dalla stessa fotografa assieme all’educatrice Luciana Mascia, in collaborazione con l’associazione Onlus ProPositivi. In mostra nella casa circondariale di Rebibbia gli scatti realizzati dalla detenute. Non solo. In esposizione anche le foto che la stessa Aquilano ha scattato nel corso del laboratorio. Le immagini provano a raccontare quanto avviene nella sezione nido del carcere di Rebibbia dove ad oggi sono presenti 56 bambini sotto i 3 anni.

«In un posto come il nido del carcere – ha spiegato la Aquilano a Redattore Sociale – sembra prevalere il loro ruolo di madri, quasi fosse un’etichetta, più che la relazione con i loro bambini. A questo si aggiunge un ulteriore stigma che è quello di essere delle recluse, anche se nel mio lavoro con loro non ho voluto conoscere i motivi della loro pena. Non è stato semplice ma come fotografa ho puntato innanzitutto a rappresentare delle persone».

Redazione
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