Emergenza Covid in Bangladesh

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Il piano messo in campo da Azione contro la Fame

In alcuni territori l’allarme per l’emergenza sanitaria è ancora forte. Come nel campo profughi Rohingya, in Bangladesh. Secondo quanto riferisce Azione contro la Fame sono già 29 i casi accertati di Coronavirus in pochi giorni. Una situazione che, se non tenuta sotto controllo, potrebbe degenerare. Nel campo di Cox’s Bazar infatti vivono 855 mila persone in 34 insediamenti di fortuna. Altri 381 contagi sono stati confermati nell’area dove sorge il campo, il distretto di Cox’s Bazar District.

L’organizzazione umanitaria impegnata nella lotta alla fame e alla malnutrizione sottolinea che oltre il 40 per cento delle persone che vivono lì soffre di malnutrizione cronica. Un’emergenza nell’emergenza. Il direttore di Azione contro la Fame a Cox’s Bazar, Mahadi Muhammad, ha sottolineato che «il campo, davvero congestionato ed è la ragione per cui c’è un alto rischio legato a una possibile propagazione della pandemia. Solo adesso stiamo iniziando a rilevare il numero dei casi ma non sappiamo in che termini i contagi cresceranno nel prossimo futuro». Per questo l’organizzazione sta lavorando per «l’adozione di comportamenti igienici e adeguati alla situazione, promuovendo anche il distanziamento sociale».

Dai mille khichuri e 1600 pasti caldi che distribuiva ogni giorno, Azione contro la Fame è passata, dal 25 marzo, a 13 mila pasti al giorno ai più vulnerabili. Sono inoltre 70.274 i bambini sotto i cinque anni sono controllati, ogni mese, per scongiurare casi di malnutrizione. 26.881 sono i bambini malnutriti. Per questo «stiamo avviando un’area speciale dedicata ai bambini colpiti dalla malnutrizione severa acuta con complicazioni legate al Coronavirus. Forniamo – ha detto Mahadi Muhammad – anche attività di sostegno psicologico, che continueremo a garantire anche con un servizio di consulenza telefonica».

Redazione
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