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Le disuguaglianze di genere

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I dati dell’Osservatorio #conibambini di Openpolis

Se il divario di genere nel campo dell’istruzione si è ridotto notevolmente, non si può dire lo stesso per il mercato del lavoro. Anche se le donne hanno in media un livello di scolarizzazione più elevato di quello dei loro coetanei non è detto che abbiano un trattamento migliore a lavoro. Anzi. In molti casi le maggiori competenze non si traducono in maggiori tassi di occupazione né in redditi più alti. Ad evidenziarlo l’Osservatorio #conibambini di Openpolis, con un focus sulla povertà educativa e il divario di genere nell’istruzione.

Uno dei motivi principali di questa situazione è da individuare nelle attività di cura familiare che gravano principalmente sulle donne. Esempio lampante l’assenza di asili nido. Un altro motivo che porta ai dati esaminati da Openpolis riguarda la disparità nella scelta educativa. Risulta infatti ancora bassa la percentuale di donne che si laurea in tecnologie dell’informazione o ingegneria come sottolinea Education at a glance. Questo ultimo punto vale anche per gli altri Paesi Ocse.

Nel rapporto Openpolis sottolinea che «le differenze di genere nell’istruzione, come in altri campi, spesso emergono durante l’adolescenza. Ad esempio con l’aumento del gap maschi-femmine sull’acquisizione delle competenze, con le ragazze che consolidano il vantaggio su quelle alfabetiche a discapito di quelle numeriche. La conseguenza – si legge ancora nel rapporto – è che attualmente una bambina ha meno probabilità di un coetaneo maschio di essere occupata da adulta e avrà più probabilmente una retribuzione media più bassa».

Openpolis ha approfondito anche le differenze di genere locali. La differenza di genere nell’occupazione mostra la forbice più ampia nel Mezzogiorno, soprattutto in Sicilia e Puglia. Nella provincia di BAT il divario nel tasso di occupazione arriva al 30 per cento. A Caltanissetta è del 26,3, mentre a Foggia del 25,6 per cento. La percentuale di donne tra 19 e 34 anni con diploma o laurea in Italia è pari al 70 per cento. In Sicilia è evidente come il divario tra istruzione e occupane possano essere diversi. A Ragusa è al 75 per cento, ma si sale fino al 78 di Agrigento e al 79 di Enna.

Redazione
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