Dipendenze, svolta dopo le proteste

Dipendenze, svolta dopo le proteste

A dare notizia dell’intesa è stato l’assessore regionale alle Politiche sociali Andrea Morniroli

Dopo settimane di mobilitazione, assemblee pubbliche e presìdi, arriva una prima svolta nella vertenza che riguarda i servizi per le dipendenze dell’ASL Napoli 1 Centro. Al termine del tavolo interistituzionale convocato in Prefettura, Regione Campania, ASL Napoli 1 e rappresentanze sindacali hanno raggiunto un accordo che punta a garantire continuità assistenziale e tutela occupazionale per circa 90 operatori e operatrici della cooperazione sociale. Una vicenda che nelle ultime settimane aveva acceso forti preoccupazioni nel mondo del sociale e della sanità territoriale, dopo la decisione dell’ASL Napoli 1 di non mettere a bando la gara d’appalto e prorogare i servizi soltanto fino al 31 agosto 2026. Una scelta che aveva fatto temere il rischio concreto di interruzione dei servizi e perdita di posti di lavoro in un settore delicatissimo, che si occupa di dipendenze, marginalità e presa in carico delle persone più fragili.

A dare notizia dell’intesa è stato l’assessore regionale alle Politiche sociali Andrea Morniroli, che ha parlato di «un importante accordo che tutela il sistema integrato dei servizi socio-sanitari sulle dipendenze dell’ASL Napoli 1» e che consente di salvaguardare «circa 90 operatori e operatrici della cooperazione sociale che da anni, insieme agli operatori pubblici, garantiscono qualità e innovazione dei servizi». Secondo quanto emerso dal tavolo, Regione e ASL hanno condiviso la necessità di costruire un nuovo modello di intervento fondato sulla coprogettazione e su una sperimentazione triennale orientata al potenziamento dei servizi e alla valorizzazione delle professionalità coinvolte. Nelle more della definizione del progetto pilota, sarà inoltre prevista una nuova proroga, sostenuta attraverso una compartecipazione economica tra fondi regionali e ASL, per evitare interruzioni nell’assistenza e garantire continuità lavorativa.

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Un punto centrale dell’accordo riguarda proprio la continuità della presa in carico. «Si sono evitate e si eviteranno interruzioni di intervento che avrebbero potuto arrecare gravi disagi ai cittadini e alle cittadine che vivono situazioni di dipendenza», ha sottolineato Morniroli, parlando anche di un «segnale di inversione di tendenza” nelle politiche socio-sanitarie regionali, con un rafforzamento dell’integrazione tra pubblico e privato sociale. Soddisfazione, ma anche prudenza, arriva dal sindacato USB, che rivendica il percorso di mobilitazione avviato negli ultimi mesi. Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, il sindacato sottolinea come il tavolo sia stato il risultato di una lunga battaglia per la tutela dei livelli occupazionali, il riconoscimento delle professionalità maturate sul campo e la difesa della continuità dei servizi rivolti a persone spesso colpite da forte stigma sociale.

USB parla di un primo risultato importante, ma ribadisce che qualità dei servizi, stabilità del lavoro, adeguata retribuzione e crescita professionale «devono procedere insieme. Chi cura non può essere lasciato senza tutele», scrive il sindacato, rilanciando la necessità di costruire un sistema che metta al centro dignità, diritti e qualità dell’intervento sociale e sanitario. La vertenza resta quindi aperta, ma il tavolo in Prefettura segna un cambio di scenario rispetto alle settimane precedenti. Dopo il clima di forte tensione e il rischio di uno scontro istituzionale, si apre ora una fase di confronto che potrebbe ridefinire il futuro dei servizi per le dipendenze a Napoli, puntando su coprogettazione, integrazione socio-sanitaria e valorizzazione delle competenze costruite in quasi quarant’anni di lavoro nei territori.

@dalsociale24

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