Demenza, a Modena arrivano i gps

Demenza, a Modena arrivano i gps

Acquistati grazie al fondo nazionale Alzheimer i dispositivi permetteranno ai pazienti di mantenere il più a lungo possibile una vita autonoma

In provincia di Modena i centri per disturbi cognitivi e demenze seguono oggi oltre 12.500 persone. Nell’ultimo anno le richieste di prima valutazione specialistica sono più che raddoppiate, passando da 4.800 a oltre 10mila. Segno sia di una maggiore attenzione alla diagnosi precoce sia dell’invecchiamento della popolazione. Dati questi numeri l’AUSL di Modena ha deciso di puntare sulla tecnologia per aumentare la sicurezza delle persone affette da demenza. È partita una sperimentazione che prevede l’utilizzo di dispositivi gps destinati ai pazienti maggiormente esposti al rischio di disorientamento e allontanamento. I pazienti saranno selezionati e seguiti dalla geriatria territoriale. I dispositivi gps acquistati grazie al fondo nazionale Alzheimer sono dieci.

Il progetto nasce per rispondere al disorientamento spaziale. Con il progredire della malattia, infatti, anche un tragitto abituale può trasformarsi in una situazione di pericolo, con il rischio che il paziente non riesca più a ritrovare la strada di casa. I localizzatori consentono ai familiari o ai caregiver autorizzati di conoscere in tempo reale la posizione della persona e di intervenire rapidamente in caso di allontanamento. Si potranno così ridurre i tempi delle ricerche ed aumentare le possibilità di un recupero tempestivo. L’obiettivo della sperimentazione è permettere ai pazienti di mantenere il più a lungo possibile una vita autonoma. La disponibilità di un sistema di geolocalizzazione può consentire di non limitare le uscite delle persone per la paura di perderle.

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La sperimentazione dei gps si affianca ai percorsi diagnostici, al supporto ai caregiver, alle palestre della memoria e alle comunità Dementia Friendly già presenti sul territorio. L’iniziativa modenese potrebbe rappresentare un modello anche per altre aziende sanitarie italiane. Il progressivo aumento delle persone affette da demenza rende infatti sempre più necessario affiancare ai servizi tradizionali anche strumenti tecnologici capaci di migliorare sicurezza e qualità della vita, senza limitare inutilmente l’autonomia delle persone.

@dalsociale24

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