Decreto Sicurezza, AP: più fondi ai Comuni

Decreto Sicurezza, AP: più fondi ai Comuni

E sul fronte della sicurezza urbana, l’associazione invita a superare la logica degli interventi spot

Nel pieno dell’iter parlamentare del nuovo decreto Sicurezza, dal mondo degli enti locali arriva una richiesta chiara. Spostare l’attenzione dall’emergenza alla costruzione di politiche strutturali. A metterlo nero su bianco è Avviso Pubblico, la rete nazionale di amministratori impegnati sul fronte della legalità. Secondo l’associazione, la percezione di sicurezza si gioca soprattutto nei territori e chiama in causa direttamente i Comuni. Per questo, il decreto Sicurezza – pur prevedendo alcuni interventi – rischia di restare parziale se non accompagnato da strumenti stabili e da una visione di lungo periodo.

Uno dei nodi principali riguarda i beni confiscati alle mafie. A trent’anni dalla Legge 109/1996, molti immobili restano ancora inutilizzati. La proposta è rafforzare le risorse, destinando una quota fissa del Fondo Unico Giustizia al recupero e alla ristrutturazione. In questo modo si potrebbero trasformare i beni confiscati in reali opportunità sociali ed economiche per i territori. Che poi è quello che prevede già la legge sul riutilizzo sociale dei beni. Sul fronte della sicurezza urbana, Avviso Pubblico invita a superare la logica degli interventi spot. Il decreto Sicurezza prevede fondi per il 2026, ma l’associazione chiede un fondo nazionale con programmazione pluriennale, capace di sostenere non solo la videosorveglianza ma anche interventi sociali e di coesione.

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Nelle scorse settimane anche ANCI aveva evidenziato come le risorse previste dal decreto risultino ancora insufficienti e troppo legate a una logica emergenziale. La CGIL aveva sottolineato la necessità di investire su personale, continuità dei servizi e integrazione tra interventi di sicurezza e politiche sociali. C’è poi il tema della polizia locale. I dati ANCI evidenziano una riduzione significativa degli organici negli ultimi anni. Da qui la richiesta di maggiori risorse e di strumenti che consentano ai Comuni di rafforzare stabilmente il personale. Tra le proposte di Avviso Pubblico anche l’estensione dei permessi lavorativi per i familiari delle vittime di terrorismo e criminalità organizzata, per favorire la partecipazione a iniziative pubbliche legate alla memoria e alla diffusione della cultura della legalità.

@dalsociale24

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