Da scarti a capi di moda sostenibile

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Le linee di moda sono ispirate a nuovi modelli di consumo e di produzione così come previsto dagli obiettivi dell’Agenda Onu 2030

L’industria tessile utilizza oltre 98 milioni di tonnellate di materiali non rinnovabili ogni anno. Tra questi petrolio, fertilizzanti, prodotti chimici. Consuma inoltre circa 93 miliardi cubi di acqua. Scarica negli oceani circa 500 mila tonnellate di fibre di microplastica. Un settore che può essere riconvertito. Come dimostrano le decine e decine le esperienze di moda sostenibile che arrivano da ogni parte del mondo. Dalle pochette Frux, realizzate con filati naturali di origine vegetale, ai capi Oso, la linea di abbigliamento etica e sostenibile lanciata dalla catena di supermercati NaturaSì. Dalla Fashionableecoart alla capsule collection di Remida Napoli. Proprio quest’ultima è esempio pratico di come poter invertire l’impatto ambientale dei prodotti.

Paesaggi della moda sostenibile – Milano Unica

Il progetto S’Arte lanciato lo scorso giugno è arrivato a Milano Unica, fiera del settore tessile che si è tenuta il 1 e 2 febbraio. A progettare i capi gli studenti del corso di laurea magistrale Design per l’innovazione dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Le linee di moda sono ispirate a nuovi modelli di consumo e di produzione così come previsto dagli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. I tessuti sono stati donati a Remida Napoli dalla storica azienda lombarda Tessuti di Sondrio che già da anni si impegna nell’ambito dell’innovazione e della produzione sostenibile attraverso l’iniziativa Heart for Earth.

GUARDA IL VIDEO: L’economia circolare nel settore tessile

«La presenza a Milano Unica è una grande opportunità resa possibile anche grazie all’esaltante scambio di idee e competenze con gli studenti dell’Università Vanvitelli», hanno affermato Paola Manfredi e Anna Marrone di Remida Napoli. «É il risultato di un processo progettuale che si inserisce all’interno di una nuova concezione della moda: da fenomeno mass-mediale che causa sprechi e inquinamento a fenomeno sociale che coinvolge le persone», sottolinea la professoressa Maria Antonietta Sbordone dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. «Con questo progetto ci siamo aperti a nuovi scenari di quella che sono convito essere l’unica moda futuribile», ha evidenziato il Product Manager Tessuti di Sondrio, Daniele Pellegrini.

@dalsociale24

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