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Non tutti possono seguire lezioni a distanza

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E c’è chi si inventa misure di sostegno alternativo

Da quando le scuole sono chiuse in seguito alle disposizioni di contrasto all’emergenza Coronavirus sono state attivate le lezioni online. Ma non tutti possono permettersele. Sì, anche economicamente. Non in tutte le famiglie c’è un pc per poter seguire gli insegnanti sulla piattaforma online. Non in tutte le case arriva una rete internet che permette di mantenere una connessione a lungo. Nonostante la solidarietà digitale permetta a tutti gli italiani di aggiungere giga.

E quindi succede che alla Sanità, come in altri quartieri di Napoli, ci si debba inventare un supporto alternativo. Attraverso le chat di Whatsapp o sulla pagina Facebook. Come fa la Casa dei Cristallini. «Lavorando da anni in questo campo – dice Deborah Divertito, educatrice de La Casa dei Cristallini – la prima cosa che ho pensato quando ho letto delle lezioni a distanza è che ci sono grosse fette della popolazione che non hanno internet o pc». Quello che viene definito digital divide qui è realtà.

E gli stessi operatori dell’associazione che opera al rione Sanità di Napoli si sono dovuto reinventare le attività che svolgono quotidianamente con la 40ina di ragazzi che affollano il loro centro. Accantonate attività come il teatro, la musica o la boxe. «Abbiamo capito che potevamo fare da collante con la scuole in quanto alcune famiglie non possono accedere alla piattaforma di collegamento con gli insegnanti. Alla fine quasi tutti hanno avuto compiti», racconta Debora Divertito.

Anche a distanza il sostegno non lo fanno mancare. E come loro anche gli operatori della rete della Sanità con le altre strutture e Maestri di Strada che opera a Napoli est. Gli operatori seguono i ragazzi individualmente per un po’ di tempo al giorno. Il tutto avviene nella fascia oraria in cui si svolgono le attività del centro quando è in funzione. Dunque dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19.

Sulla pagina Facebook della Casa dei Cristallini i ragazzi trovano inoltre dei video di storie lette dagli operatori. Così da portare avanti il laboratorio di narrazione. E ancora link di informazioni verificate ed istituzionali rispetto all’emergenza Coronavirus. Gli educatori hanno contattato soprattutto gli studenti di terza media che avranno l’esame. Tra le altre attività il disegno dell’arcobaleno che si sta diffondendo in tutte le città affisso ai balconi.

«Continuiamo il dialogo. Suggeriamo film da vedere in famiglia cercando di non far mancare la nostra presenza. Alcuni ci hanno chiesto la password del wifi del centro per andare lì fuori a fare i compiti dal cellulare – racconta Deborah Divertito – ma non possiamo perché non possono stare fuori casa. Stiamo programmando degli incontri con la psicologa per quando sarà passata l’emergenza per affrontare la ripresa».

Ciro Oliviero

Redazione
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