Coronavirus, gli infermieri non lavorano in sicurezza

Coronavirus, gli infermieri non lavorano in sicurezza

Lasciare le mascherine FFP3 ed FFP2 al personale sanitario per non avere carenza di dispositivi di protezione

Gli infermieri ai tempi del Coronavirus sono una delle categorie maggiormente impegnate. Ed anche una di quelle che più a rischio contagio. Soprattutto se non lavorano osservando il protocollo alla lettera. La denuncia arriva da più parti. Da Bologna a Napoli. Ieri l’agenzia di stampa Dire ha raccolto la testimonianza di un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna.

Una sola mascherina per turno, mentre guanti e grembiuli vengono cambiati in continuazione. Questa la fotografia del racconto dell’infermiere di Bologna. E la paura di essere contagiati, soprattutto se a casa ritrovano persone a rischio nel caso contraggano il Covid-19. Una racconto simile è quello che abbiamo raccolto da un’infermiera del Pausilipon di Napoli. «I nostri dispositivi di protezione sono pochissimi, in particolare le mascherine con il filtro che ci servono per i citostatici. Ne abbiamo una, ma è ridicolo in quanto il filtro dura 7 ore, mentre noi dovremo portarla fino al superamento dell’emergenza», racconta.

«Siamo i primi a rischiare, ad essere in prima linea, e nonostante questo veniamo ricambiati lavorando non in sicurezza», lo sfogo dell’infermiera del Pausilipon. E come in altri casi, anche molti reparti ambulatoriali sono stati chiusi, «non abbiamo il “rinforzo” di questi colleghi che sono a casa». Gli infermieri non sono gli unici a rischiare. Quelli maggiormente a rischio sono i bambini immunocompromessi che «hanno bisogno di continue trasfusioni di sangue, ma soprattutto di piastrine. Devo dire – aggiunge – che i napoletani hanno risposto bene agli appelli con cui abbiamo chiesto di donare il sangue».

Come altrove è difficile reperire mascherine. E per questo è bene ricordare che quelle «FFP3 ed FFP2 vanno indossate dal personale sanitario, poiché sono adatte laddove l’aria respirabile contiene sostanze dannose per la salute. Per le persone sane sono che sufficienti quelle chirurgiche. Aiutateci a non avere carenza di dispositivi di protezione», è l’appello dell’infermiera. Per quanto riguarda le persone comuni basta controllare che «la maschera chirurgica aderisca bene a bocca e naso e lavare le mani prima di indossarle».

Ciro Oliviero

Redazione
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