Il progetto Condivido per non sprecare

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Mercoledì 16 la presentazione dei risultati del progetto che ha dato sostegno a famiglie indigenti, mense, parrocchie

L’emergenza da Covid-19 non ha fatto sconti a nessuno. Né dal punto di vista sanitario né economico. Le persone che già facevano fatica prima od erano alla soglia della povertà sono state le prime ad essere colpite. Sono quelle che hanno pagato e stanno pagando il maggiore scotto. Per sostenerle sono centinaia le iniziative che sono state messe in campo in tutta Italia nella prima fase dell’emergenza e ancora oggi. Molte anche le iniziative a Napoli. Tra queste il progetto Condivido per non sprecare, che contrasta il problema del consumo non sostenibile del cibo.

Promosso dalla Caritas diocesana di Napoli, il Comitato Assistenza Istituti Religiosi e la cooperativa sociale Ambiente Solidale, il progetto ha registrato un significativo aumento delle richieste di aiuto giunte dalle mense, dalle strutture e dalle famiglie indigenti che fanno parte dell’attiva rete di sostegno. Attivo nel territorio della diocesi di Napoli il progetto ha dato sostegno a famiglie indigenti, mense, parrocchie segnalate dal Cair e dalla Caritas diocesana.

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Mercoledì 16 dicembre alle 17 saranno illustrati i risultati del monitoraggio di Condivido per non sprecare. La presentazione sarà in diretta sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Ambiente Solidale. L’introduzione dei lavori sarà affidata ad Irene Ioffredo di Ambiente Solidale. A seguire gli interventi del vice direttore della Caritas di Napoli, Giancamillo Trandon, del segretario del Cair, don Ciro Sorrentino, del presidente di Ambiente Solidale, Antonio Capece, del docente di Istituzioni di Diritto pubblico all’Università Federico II, Renato Briganti. Le conclusioni saranno affidate al Vicario per la Carità dell’Arcidiocesi di Napoli, don Tonino Palmese.

Nel corso del dibattito – moderato dalla giornalista Ileana Bonadies – previste testimonianze di buone prassi come quella messa in campo da Just Eat, che sabato 19 dicembre donerà un piatto a domicilio per ogni ordine ricevuto per supportare le categorie più fragili, e dagli altri enti territoriali coinvolti nel lavoro di costruzione di un nuovo modello di consumo che affermi la logica della sufficienza riducendo a monte lo spreco delle risorse.

Redazione
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