Commissione Lea, esclusa la disabilità

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Il presidente della Fish denuncia un’applicazione dei Lea a macchia di leopardo

Due giorni si è insediata presso il ministero della Salute la nuova Commissione per l’aggiornamento dei Lea. Tra i membri della commissione non figura alcun rappresentante delle associazioni delle persone con disabilità. A denunciarlo è la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. Sul tema «ne abbiamo da raccontare. Invece di farlo produttivamente all’interno di quella Commissione che ci ha esclusi, lo faremo in altri contesti e con altri strumenti mediatici, politici e legali», ha detto il presidente di Fish, Vincenzo Falabella.

I Livelli Essenziali dell’Assistenza erano stato definiti l’ultima volta nel gennaio 2017. Allora l’obiettivo era garantire che il Servizio Sanitario Nazionale fosse al passo con le innovazioni tecnologiche e scientifiche e con le esigenze dei cittadini. Tra questi anche i cittadini con disabilità. Falabella denuncia un’applicazione dei Lea a macchia di leopardo. Dall’assenza di servizi essenziali alle gare sui dispositivi monouso, dalla diagnosi delle malattie rare agli interventi di riabilitazione precoce.

Per le organizzazioni delle persone con disabilità non ci sarà spazio neanche per fornire un contributo tecnico-scientifico. Aspetto riservato invece ai rappresentanti del Consiglio superiore di sanità, delle società scientifiche, delle federazioni dei medici ed esperti esterni competenti nelle specifiche materie trattate. Falabella si dice stranito dal fatto che «nello stesso governo si incontri da un lato attenzione e ascolto nei nostri confronti, da parte del premier e di altri dicasteri, e contemporaneamente si venga ignorati quando il tema è quello del diritto alla salute».

Redazione
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