Imparare l’italiano coltivando l’orto

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I rifugiati accolti presso la residenza Fersina apprendono la lingua ed imparano le basi dell’agricoltura

Una lingua non si apprende necessariamente sui libri e sui banchi di scuola. Si può apprendere anche nella vita quotidiana. Impegnandosi in un settore. Spesso la si impara lavorando. A Trento l’italiano si impara coltivando l’orto. Tra i pomodori e le zucchine. Grazie al progetto Coltiviamo l’italiano i rifugiati accolti presso la residenza Fersina apprendono la lingua ed imparano le basi dell’agricoltura. a Seguirli i volontari dell’Auser del Trentino.

L’orto si trova a pochi passi dall’edificio principale e dai moduli abitativi che compongono la principale sede di accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio provinciale. Partito nel marzo del 2019 il progetto è ripartito al termine del lockdown. Mantenendo le distanze ed indossando i dispositivi di protezione individuale volontari e rifugiati sono tornato nell’orto. Una parte del progetto si svolge anche in aula.

«Il progetto è un vero corso di italiano, pratico però. Insieme – racconta un volontario Auser – abbiamo realizzato un orto biologico con tanto di impianto di irrigazione. E loro hanno imparato cose che non conoscevano. Non è stato facile all’inizio. Alcuni  erano demotivati con brutte storie alle spalle, ma quello che cerchiamo di fare è di dare loro una idea di futuro aspettando che l’orto cresca».

I prodotti dell’orto della Fersina sono biologici. Il gruppo di acquisto solidale della zona li acquista in cambio di un’offerta. Il ricavato viene utilizzato sia per dare un riconoscimento ai partecipanti che per l’acquisto dell’attrezzatura e delle sementi necessarie a portare avanti il progetto.

Redazione
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