Casoria, disturbi specifici dell’apprendimento

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L’intervista alla referente dell’Osservatorio Stefania Laurino

I disturbi specifici dell’apprendimento comprendono, tra gli altri, dislessia, disgrafia, discalculia. Comportano difficoltà nella lettura, nella scrittura, nel calcolo. I ragazzi che sono affetti non sono autosufficienti durante il percorso scolastico. La legge vigente sul sostegno scolastico non prevede un insegnante di sostegno per chi è affetto da questi disturbi. La legge 170 del 2010 permette loro di accedere a strumenti didattici e tecnologici come la sintesi vocale, i programmi di video-scrittura, la calcolatrice.

A Casoria, in provincia di Napoli, c’è l’Osservatorio sui disturbi specifici dell’apprendimento. A ratificarne la nascita un protocollo firmato tra Comune di Casoria, Asl Na2 Nord distretto 43, Regione Campania, istituti scolastici e associazione You Can. L’osservatorio è nato a seguito di un progetto di prevenzione sui disturbi dell’apprendimento portato avanti dal 2009 al 2014. In questi sei anni i professionisti di You Can hanno effettuato 130 consulenze gratuite.

«L’Osservatorio è nato per fare osservazione e ricerca. Considerati i casi individuati in fascia preventiva aveva ragione di esistere. I bambini individuati in fascia precoce sono stati diagnosticati. Inoltre nel 2014 è stato istituito uno sportello di consulenza gratuita per accogliere gli alunni con difficoltà di apprendimento dal 2014», sottolinea Stefania Laurino, psicologa e presidente di You Can.

Un progetto in fase sperimentale era già partito nel 2009. Allora era partita l’individuazione precoce nei bambini di 5 e 6 anni. «L’età della prevenzione è dai 7 anni. Abbiamo abbassato l’età – ha spiegato la Laurino – per lavorare sulla prevenzione, attraverso indicatori che dessero dei campanelli d’allarme. Il riscontro è stato positivo». Dal 2009 negli istituti comprensivi di Casoria sono stati individuati 470 alunni.

Il 10 per cento degli alunni individuati in età precoce «ce li siamo ritrovati allo sportello di consulenza. Erano andati avanti col percorso scolastico, ma non aveva ricevuto diagnosi e continuavano con le loro difficoltà. Noi – conclude Stefania Laurino – troviamo un ostacolo nei tempi di accertamento della diagnosi da parte dell’Asl».

Stefano Malla

Redazione
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