Dalla telemedicina all’assistenza domiciliare, l’obiettivo è costruire una rete integrata di cura, prevenzione e inclusione sociale
La risposta ai bisogni delle persone più fragili passa sempre più dalla capacità di fare rete. È con questo obiettivo che l’Arcidiocesi di Napoli e la fondazione Centro Studi Valetudo hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che porterà a Casa Bartimeo le competenze delle 18 professioni sanitarie dell’ordine Tsrm-Pstrp di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta. L’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo del Polo della Carità inaugurato nel gennaio 2025 dal cardinale don Mimmo Battaglia. Lo spazio di Casa Bartimeo è nato per offrire ascolto, assistenza e percorsi di inclusione alle persone che vivono condizioni di vulnerabilità economica, sociale, sanitaria e abitativa.
Grazie al protocollo, alle attività già svolte dai volontari di Medici di Strada e dai servizi presenti nella struttura si aggiungeranno le competenze delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico delle persone più fragili attraverso un modello multidisciplinare capace di integrare assistenza sanitaria, accompagnamento sociale e prossimità. L’accordo prevede l’attivazione di nuovi servizi sanitari e sociosanitari, tra cui assistenza in sede e a domicilio. Ed ancora telemedicina, televisite, teleconsulti, orientamento ai percorsi di cura, supporto ai pazienti, formazione dei caregiver e iniziative dedicate alla prevenzione e alla promozione della salute.
Un modello che punta a intercettare precocemente i bisogni delle persone e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure, soprattutto per chi vive situazioni di marginalità. «Questa intesa rappresenta un impegno concreto delle nostre professioni sanitarie verso chi vive ai margini. A Casa Bartimeo metteremo a disposizione competenze, ascolto e assistenza, contribuendo a costruire una rete di prossimità capace di raggiungere chi spesso resta invisibile. Le storie raccontate dal cardinale Battaglia ci ricordano quanto sia importante andare oltre il bisogno sanitario e restituire dignità, opportunità e speranza a persone che troppo spesso nessuno vede», ha sottolineato il presidente dell’ordine Tsrm-Pstrp, Franco Ascolese.
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Casa Bartimeo è stata concepita come un luogo dove la risposta ai bisogni sanitari si intreccia con il sostegno sociale, psicologico e legale. La struttura offre già servizi di ascolto, orientamento, inclusione e un poliambulatorio solidale, con l’obiettivo di accompagnare le persone in percorsi di autonomia e riscatto. «L’ingresso della Fondazione Valetudo rappresenta un passaggio importante nella crescita di Casa Bartimeo. Il nostro obiettivo è costruire una comunità che non si limiti a rispondere ai bisogni immediati, ma accompagni le persone in un percorso di cura, ascolto e riscatto. L’apporto delle professioni sanitarie rafforza questa visione e rende ancora più concreta la capacità del Polo della Carità di prendersi cura della persona nella sua interezza», ha detto il direttore di Casa Bartimeo, Gennaro Pagano.
La collaborazione si inserisce anche nel percorso di sviluppo di modelli innovativi di assistenza territoriale di fondazione Valetudo. Tra questi c’è il progetto La Casa come Comunità di Cura, sostenuto dal fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo, che punta a rafforzare l’assistenza territoriale nell’ASL Napoli 1 Centro attraverso una presa in carico integrata.
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