Camorra, Ponticelli chiama Napoli

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La rete delle organizzazioni del comitato di liberazione dalla camorra Disarmiamo Ponticelli si è riunita in vista a seguito dell’ultima bomba

L’11 novembre ricorreranno 32 anni dalla strage del bar Sayonara di Ponticelli. Un attentato in cui persero la vita sei persone, 4 delle quali estranee alla camorra. Anche in questi mesi persone che non hanno nulla a che vedere con la criminalità organizzata sono state uccise. Altre sono state ferite. Altre hanno rischiato con l’esplosione di diverse bombe nel quartiere dell’area est di Napoli. L’ultima meno di due settimane fa. Per questa la rete delle organizzazioni territoriali riunite nel comitato di liberazione dalla camorra Disarmiamo Ponticelli si è riunita. Una riunione organizzativa in vista dell’anniversario del prossimo mese. Una chiamata alla parte sana della città. Una mobilitazione contro le scie di sangue, i bossoli, gli agguati camorristici.

«È terrorismo camorrista. È una guerra endemica che non si ferma. In questo pezzo di città, anche il linguaggio è cambiato. Commercianti, abitanti, l’intera comunità del quartiere della periferia est di Napoli è ostaggio dell’inquietudine, siamo oltre la paura, è l’adattarsi istintivo a convivere per sfuggire all’indeterminazione dell’orrore», si legge nella nota a margine dell’ultima riunione del comitato. Le organizzazioni vogliono che Ponticelli torni al centro della città. Che Napoli est sia centrale nella ripartenza della terza città d’Italia. «Ci rivolgiamo alla città distratta. Questo – si legge ancora nel comunicato – è un invito ad alzare la testa, a gettare lo sguardo oltre i muri invisibili che fanno di Napoli una città divisa, impaurita, acquiescente. I territori hanno bisogno di sicurezza e le divise da sole, non bastano. Costruire alternative di vita, opportunità, formazione. Le reti associative proprio nella periferia est sono impegnate in uno sforzo straordinario sul fronte delle attività sociali, culturali, educative, della prevenzione, dell’animazione degli spazi».

Educatori, maestri, asili nido, scuole, corsi di formazione, avviamento al lavoro. Questi sono i punti chiave elencato dal comitato. Così come la necessità di realizzare interventi importanti, anche di rigenerazione urbana grazie ai fondi del Pnrr. «È l’ultima chiamata alla città che non c’è e alle istituzioni, percepite a Ponticelli come nelle altre periferie, troppo lontane. Per la sicurezza e il futuro, per il lavoro e la cultura, chiamiamo tutti i quartieri popolari, tutta la città, i collettivi e le associazioni degli studenti, i sindacati e le realtà sociali e culturali a mobilitarsi a Ponticelli l’11 novembre. È suonata la sveglia contro le camorre», concludono gli esponenti di Disarmiamo Ponticelli.

@dalsociale24

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