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Berlino, il memoriale di sinti e rom

Il monumento è dedicato alle 500 mila vittime rom e sinti dell’Olocausto

Dalle foto non si evincono chiaramente, ma le incisioni impresse sulle lastre di vetro poste nei giardini del Tiergarten riportano gli accadimenti maggiormente rilevanti del genocidio di sinti e rom sotto il regime nazista. Il monumento, ideato dall’artista israeliano Dani Karavan ed inaugurato nel 2012, è dedicato proprio alle 500 mila vittime rom e sinti. Al Porajmos. All’olocausto. L’iscrizione è tratta dalla poesia Auschwitz, scritta dal poeta rom Santino Spinelli, riportata in inglese, tedesco e romeno: “Volto affondato/ occhi spenti/ labbra fredde/ silenzio/ un cuore lacerato/ senza respiro/ senza parole/ senza lacrime”.

Il monumento è quasi nascosto tra gli alberi del giardino. Non per lasciarlo a sé stesso, per nasconderlo, ma quasi a ripararlo dal caos quotidiano della Berlino odierna. A pochi passi infatti ci sono il Palazzo del Reichstag, il Bundestag e la porta di Brandburgo. Luoghi pieni di turisti. Una scelta dunque dettata dalla necessità di tenere il monumento al riparo dal via vai quotidiano. Non molto lontano ci sono anche il monumento dedicato alle vittime ebraiche, inaugurato nel 2005, e da quello dedicato alle vittime omosessuali, inaugurato nel 2008.

Nonostante il memoriale sia nascosto tra gli alberi dei giardini del Tiergarten nel mio viaggio a Berlino di questa estate ho potuto notare che viene visitato da centinaia di persone ogni giorni. Anche da famiglie con bambini. Non si mai troppo giovani per conoscere la storia. Con la dovuta accortezza. In un giorno come oggi, in cui ricade l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, è importante ricordare.

Ciro Oliviero

Redazione
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