L’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia

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Presentato oggi il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza che mette assieme associazioni, sindacati, federazioni, organizzazioni datoriali

Quaranta enti hanno firmato un manifesto per chiedere la riforma dell’assistenza degli anziani non autosufficienti. Una riforma prevista dal Pnrr. Una riforma a cui gli enti firmatari del Patto definiscono «un’opportunità storica per il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia: la sfida è riuscire a coglierla». Per questo nasce il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza mette assieme soggetti che gestiscono servizi, ma anche quelli che si occupano della tutela delle persone anziani. Associazioni, sindacati, federazioni, organizzazioni datoriali.

Un nuovo soggetto nato fattivamente oggi con la presentazione del manifesto ai ministri della Salute e delle Politiche sociali, Speranza e Orlando. Tra gli enti che aderiscono al network Uneba, Confcooperative – sia con Federsolidarietà che con Confcooperative Sanità – e Legacoopsociali. Queste le realtà che rappresentano i gestori di servizi alle persone non autosufficienti. Enti che hanno deciso di aderire al Patto per due motivi, come ha spiegato nel corso della presentazione la presidente di Legacoopsociali, Eleonora Vanni. In primis perché ritengono importante confronto fra differenti punti di osservazione sul tema. E anche perché queste organizzazioni svolgono attività sociali.

I servizi alle persone non autosufficienti in Italia soffrono di un sotto-finanziamento. Per Eleonora Vanni «è necessario incrementare le risorse pubbliche indirizzandole a tutte le tipologie di servizi offerti». Un incremento che però deve portare ad una «innovazione delle risposte» per «integrare tutta la filiera: dal domiciliare, al semi residenziale, al residenziale per garantire alle persone non autosufficienti una pluralità di offerta», ha aggiunto la Vanni. «Serve una progettazione integrata per la costruzione di un linguaggio comune e di una reciprocità di intenti nonché il coinvolgimento delle comunità», ha detto la presidente di Legacoopsociali. Tra gli altri punti toccati da Eleonora Vanni la personalizzazione dei progetti di assistenza, a partire domiciliarità e residenzialità.

@dalsociale24

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