Ad Andora debutta la Fra-Bike

Ad Andora debutta la Fra-Bike

Nel comune in provincia di Savona arrivano le biciclette inclusive per persone con disabilità

La pista ciclopedonale di Andora diventa uno spazio di mobilità inclusiva. Grazie alle tre Fra-Bike scese in strada nei giorni scorsi anche le persone con disabilità potranno muoversi lungo la ciclabile e nei principali spazi accessibili della città. E già da qualche giorno, dopo l’inaugurazione del servizio promosso da Croce Bianca ed Istituto Sacra Famiglia. Una delle Fra-Bike è stata donata proprio all’istituto, che da anni offre servizi socio-sanitari dedicati alle persone fragili. Grazie alla recente apertura della pista ciclabile, le Fra-Bike permetteranno anche il collegamento di diversi punti del comune in provincia di Savona.

«Grazie a queste biciclette e alla generosità delle associazioni, la pista ciclabile diventa una preziosa via di inclusione. Con le sue numerose rampe di accesso, tra cui una vicino alla sede della Sacra Famiglia, consente a tutti di vivere un’Andora accessibile: dai parchi alla passeggiata a mare di ponente, fino al centro e al porto turistico. La Festa delle Associazioni ha dimostrato ancora una volta il valore del volontariato e la forte capacità di solidarietà della nostra comunità», ha dichiarato il vicesindaco, Daniele Martino.

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All’inaugurazione del servizio erano presenti, tra gli altri, il presidente dell’Istituto Sacra Famiglia, Bruno Marinoni, la responsabile della sede di Andora, Francesca Giussani, la presidente della Croce Bianca, Sara Bombardieri. «Sono mezzi che permettono ai nostri ospiti di vivere pienamente il territorio, provando sensazioni che solo la bicicletta sa offrire. Ogni Fra-Bike, a seconda del modello, può ospitare un volontario o un operatore insieme a una o due persone», hanno evidenziato i responsabili dell’Istituto Sacra Famiglia.

Altre esperienze di biciclette inclusive
Nata a Treviso nel 2009 la Fondazione Oltre il Labirinto ha brevettato la HugBike, la cosiddetta bicicletta degli abbracci. Il mezzo è stato chiamato così perché guidata dal sedile posteriore, posto più in alto rispetto a quello anteriore destinato ai bambini con disturbo dello spettro autistico. A questa si aggiungono il sistema sperimentato a New York attraverso la app realizzata da Bird e Scootaround ed il sistema di bike sharing accessibile Tutti in sella di Torino.

@dalsociale24

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