Al servizio degli operatori della cultura

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Gli stakeholder della cultura napoletana riuniti al Mercadante

Ieri pomeriggio al Teatro Mercadante di Napoli si è tenuto l’incontro organizzato da “Ricostituente per Napoli” e che ha visto coinvolti molti stakeholder della cultura napoletana. Lo scopo dell’incontro è stato quello di ragionare «su una nuova idea di città, incentrata sulla miriade di luoghi dove oggi si produce cultura, capaci di aprirsi al territorio, di superare gli steccati e di determinare processi di trasformazione del tessuto sociale».

Dal direttore del Mann Paolo Giulierini, alla regista Costanza Boccardi. Da Stefano Consiglio, docente di organizzazione aziendale dell’Università di Napoli Federico II all’urbanistica Emanuela Coppola. Molte le narrazioni, un filo comune: è stato fatto troppo poco per la cultura in questa città. Dall’incontro di ieri sono uscite molte critiche all’amministrazione uscente ma anche molti spunti di riflessione. Quali devono essere i primi passi della futura amministrazione?

A rispondere è Mariarosaria Teatro, presidente dell’associazione Gioco Immagine e Parole, intervenuta ieri all’assemblea. «Napoli, come è stato più volte detto è ricca di fermenti culturali, di luoghi di cultura più o meno informali ma credo che, affinché possa fino in fondo svolgere la sua funzione rivoluzionaria nel senso di generare trasformazione, cambiamento e crescita sociale ci sia bisogno che ogni pezzo del puzzle smetta di pensare di essere quello determinante», dichiara Teatro. «In particolare l’amministrazione deve porsi all’ascolto e al servizio degli operatori culturali senza sostituirsi ad essi. Solo la complementarietà e non la sovrapposizione o la sterile concorrenza può determinare un vero impatto socio economico».

Fare rete, in una città divisa in tanti centri concentrici che mai comunicano tra loro, è ormai necessario. È possibile creare un filo conduttore tra i tanti stakeholder della cultura napoletana? Quale può essere il paradigma per tenere tutti dentro senza creare le solite divisioni che ledono solo il corpo martoriato di questa città?

«Fare rete nel senso di mettere a sistema le rispettive risorse – replica Mariarosaria Teatro – è condizione necessaria e indispensabile per rendere sostenibile ogni forma di cultura. Ma affinché si riesca a creare una rete vera e produttiva occorre attivare una corretta comunicazione tra gli attori culturali in campo. Partendo da una vera rivoluzione di base». Infine una stoccata a tutti gli stakeholder: «spogliarsi della spocchia che talvolta accompagna i grandi Enti di cultura».

I Ri-costituenti hanno dato appuntamento per tirare le somme di questo ricco appuntamento a settembre. La cultura a chi fa cultura? Prendendo in prestito una frase del celebre Lucio Battisti: lo scopriremo solo vivendo.

@rob_malfatti

Redazione
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