L’amianto nelle scuole italiane

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Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite sarebbero a rischio esposizione da amianto in Italia circa 350 mila bambini e 50 mila docenti

La legge 257 del 12 marzo 1992 ha messo al bando l’amianto. La fibra killer è stata per decenni utilizzata nelle costruzioni di edifici privati e pubblici, come le scuole, gli ospedali. Secondo la relazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto del gennaio 2020 l’amianto è tutt’oggi presente in 2400 scuole e 250 ospedali sparsi sul territorio nazionale. Notizia confermato dal XXI rapporto Ecosistema Scuola, redatto da Legambiente lo scorso ottobre. In ben il 4 per cento degli istituti analizzati è stata ritrovata la fibra. L’area geografica con la maggiore concentrazione è il nord con il 6,9 per cento. Sulle isole nel 2,5 per cento dei casi, mentre al centro sud nello 0,4. Con il 15 per cento di presenza di amianto, il Piemonte è la regione dove se ne conta maggiormente, seguita dalla Liguria al 13.

Nel 2020 il governo Conte II stanziò 385 milioni per la rimozione della fibra killer. La Regione a cui andò la maggior parte dei fondi fu la Sicilia, con uno stanziamento di 107 milioni. A seguire la Puglia con 74. Ed ancora 43 alla Calabria, 35 alla Sardegna, 16 alla Lombardia, 14 al Lazio. Le regioni più virtuose nella bonifica degli istituti scolastici sono state Abruzzo, Sardegna ed Umbria. Ci sono poi città capoluogo che non forniscono dati, o per le quali sono parziali. Roma, ad esempio, da anni presenta dati incompleti in merito allo stato degli edifici scolastici. Nessuno sulla presenza di amianto.

I bambini ed i docenti esposti all’amianto sono ancora molti. Secondo l’Onu sarebbero a rischio esposizione in Italia circa 350 mila bambini e 50 mila docenti. L’associazione culturale pediatri ha scritto al governo sottoponendo all’attenzione dell’Esecutivo «il rischio tuttora esistente legato alla presenza dell’amianto nelle scuole italiane». A questo si aggiunge la direttiva della Commissione europea del 1 ottobre 2021 con la quale si chiede agli Stati membri di stimare le quantità ed i tipi predominanti di materiali contenenti amianto da rimuovere da edifici e infrastrutture. Anche l’Oms ha bollato come preoccupante la situazione italiana.

@ciro_oliviero

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