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Caporalato, intervista a sindaco Latina

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Il caporalato è fortemente radicato a Latina, ma l’amministrazione sta lavorando per contrastarlo

La scorsa settimana l’inchiesta Commodo aveva portato all’arresto di sei persone per aver ridotto i migranti in condizioni disumane in provincia di Latina. Immediate le reazioni delle associazioni che hanno condannato quanto accaduto.

Anche l’amministrazione comunale di Latina aveva denunciato con forza i fatti. Ed è tornata a farlo dalle nostre pagine attraverso le parole del primo cittadino Damiano Colletta. «Si tratta di un’operazione importante, anche dal punto di vista simbolico», ha dichiarato il sindaco riferendosi a Commodo, aggiungendo che «colpisce la criminalità che in questo territorio aveva già un suo forte radicamento nel caporalato». Nel complimentarsi con le forze dell’ordine e con chi lo ha sempre combattuto questa forma di criminalità il sindaco ha speso parole per Marco Omizzolo, recentemente nominato cavaliere della Repubblica proprio per la sua attività di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori.

«Non dobbiamo mollare la presa. Ognuno deve fare la sua parte, a cominciare dai cittadini, denunciando», ha sottolineato il primo cittadino di Latina. Anche le amministrazioni comunali, infatti, posso mettere in campo azioni concrete di contrasto alla criminalità e nella fattispecie al caporalato. Come il Comune di Latina ha fatto qualche mese costituendosi parte civile in un processo contro un’azienda accusata di sfruttamento di due lavoratori per non averli messi in condizioni idonee di lavoro. «Un segnale importante perché il sindaco deve tutelare gli abitanti e vigilare sulle condizioni lavorative. Un segnale che diamo ai cittadini che l’amministrazione non volta faccia e che prosegue il percorso di legalità già intrapreso su altri fronti».

Proprio ieri il ministero del Lavoro ha avviato un Tavolo sul caporalato
tavolo nel quale verranno coinvolte anche le amministrazione territoriali.
«Su questo ultimo punto non posso che essere d’accordo», ha detto Coletta, che però ha anche sottolineato che «dall’altra parte abbiamo il decreto Sicurezza che ci mette in condizione di enorme difficoltà. Ridimensionamento il sistema Sprar si determina la possibilità di una maggiore clandestinità e indirettamente anche del fenomeno del caporalato». Lo stesso sindaco di Latina cita già un primo caso che si incardina in questa direzione, ovvero quello verificatosi ieri a Castelnuovo di Porto. «Il sistema Sprar determinava il controllo attraverso l’inclusione e di fatto siamo andati a penalizzarlo col decreto Sicurezza. Questo avrà costo sociale enorme», ha chiosato Colletta.

Ciro Oliviero

Redazione
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