30 milioni contro il caporalato

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Arrivato il sì dalla Commissione europea

Buone notizie nel contrasto al caporalato dall’audizione tenutasi ieri in Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato in agricoltura. Arrivato il sì dalla Commissione europea per il piano di interventi da 30 milioni rivolto alle regioni del sud Italia nel contrasto allo sfruttamento nel settore agricolo. Nel corso della seduta è stata il prefetto di Macerata, già commissario straordinario del governo per l’area del comune di Manfredonia, Iolanda Rolli, a dare la notizia.

Dalla cifra totale si può immaginare che ogni regione potrà disporre di circa sei milioni di euro non solo per la costruzione di villaggi per ospitare i lavoratori, ma anche altre azioni come la formazione di quanti andranno a svolgere questo lavoro. Ma anche servizi di trasporto ed assistenza legale e sanitaria. Nel corso della seduta la Rolli ha sottolineato che è necessario realizzare una banca dati «dove possono essere inseriti tutti i dati in possesso di tutte le amministrazioni che possa far puntare i controlli laddove viene evidenziato un allarme».

Nel corso dell’audizione è stato ascoltato anche il prefetto di Reggio Calabria e commissario straordinario per il superamento delle situazioni di particolare degrado dell’area del Comune di San Ferdinando, Massimo Mariani. «La demolizione della baraccopoli è solo un punto di passaggio, non di arrivo. Perché queste situazioni possano essere risolte, e San Ferdinando è solamente una parte della realtà, è necessario un intervento di sistema che veda il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati a vario titolo», ha dichiarato Mariani.

Mariani ha poi sottolineato la necessità di incentivare il trasporto dei lavoratori stagionali. A livello normativo è stata istituita la Rete del lavoro agricolo di qualità. Punto che proprio in Calabria stenta a decollare in quanto «in provincia di Reggio Calabria – ha detto mariani – si sono iscritte nella rete esattamente 12 imprese e la sezione territoriale non è ancora partita perché mancano le designazioni di un sindacato e dell’agenzia delle entrate».


Redazione
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